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Wwf e Legambiente: di fronte a parere via su Ombrina, sindaci senza più alibi

Cadono come macigni i contenuti del parere che confermano il Parco come “vincolo” alla petrolizzazione. Se non si chiude subito la partita del Parco, non solo i parlamentari ma anche i sindaci avranno dato una mano al voto per Sblocca Italia.

Ecco l’estratto:
«Al riguardo giova precisare che fin tanto che la perimetrazione non sarà formalizzata… e soprattutto fin tanto che non sarà adottato l’atto formale istitutivo… il Parco della Costa Teatina non potrà dirsi giuridicamente esistente. Com’è noto, l’iter di perimetrazione del Parco ad oggi non è ancora concluso, non è ne delimitato, né ha un ente gestore ed un piano. Tale conclusione non è smentita dalla circostanza che, ai sensi dell’art. 1, l. reg. Abruzzo 93/1994, “i trabucchi e il loro intorno” sono qualificati come “beni culturali primari”. Detta qualificazione è del tutto inidonea a costituire un vincolo che, al contrario, potrà dirsi sorto solo una volta istituito, secondo le predette forme, il Parco della Costa Teatina».

Il Parco della Costa teatina conferma, quindi, di avere un ruolo chiave e decisivo nella lotta contro la deriva petrolifera abruzzese. Rappresenta quella dimensione culturale, sociale, economica ed ambientale che non può essere aggredita. Il baluardo delle nostre risorse, paesaggi, vocazioni e talenti. Ma ironia della sorte è fuorigioco.

Ma perché lo è? Per colpa dello Sbocca Italia? Per quanto questa legge “libera tutto” abbia le sue gravi responsabilità, in questo caso specifico c’è anche un’altra colpa, o meglio irresponsabilità, almeno di pari livello: quella dei nostri amministratori locali che da anni si interrogano se è utile o non è utile, se il perimetro deve cadere qui o lì, se sarà un carrozzone o una carrozza, trascinando la discussione nello stallo più completo, o peggio, in contrapposizioni da stadio per fini elettorali.

Di certo questi amministratori hanno rappresentato e rappresentano nel Parco la loro incapacità di avere una visione politica dello sviluppo dei loro territori e di accompagnare il cambiamento in atto. Non sono stati capaci di leggere nel Parco il disegno strategico che rottama le vecchie economie del Novecento e costruisce uno scudo ed un futuro alle reali economie presenti, come l’agricoltura ed il turismo.

Basti ricordare l’appello del Commissario De Dominicis che solo tre giorni fa richiamava i sindaci ad un atto di responsabilità per una veloce chiusura della perimetrazione, anche con la prospettiva di una revisione al ribasso. Gli stessi sindaci che si propongono di sfilare con il tricolore in occasione della prossima manifestazione contro la petrolizzazione. E qui, è facile chiedersi: quale credibilità possono avere quando sfileranno senza aver prima finalmente chiuso una perimetrazione attesa da ormai 14 anni? Proprio quella perimetrazione che oggi è il “vincolo” per Ombrina!

“Questo ci porta a ribadire – dichiarano Luciano Di Tizio e Giuseppe Di Marco, presidenti di WWF e Legambiente Abruzzo – che, in questo momento, i sindaci hanno in mano le sorti di questo territorio e ne risponderanno direttamente alle generazioni future. ”

Dopo Bussi, il polo chimico di terra, si rischia di passare al petrolchimico in mare, il peggio dell’economia del novecento. La sfida sta tra la crisi irreversibile dell’era dei fossili e la grande rivoluzione energetica, con un nuovo modello di sviluppo che abbandona le vecchie politiche fondate su trivellazioni, autostrade, cementificazione, abusivismo e consumo di suolo.

“Il governo finora si è mosso in direzione contraria, contro le rinnovabili e sostenendo lo Sbocca Italia – ribadiscono le associazioni – ora tocca a voi sindaci, senza se e senza ma, dare sostegno ad un parco degno di questo nome onde evitare la realizzazione del peggio che ci si possa aspettare, Bussi insegna. Sta a voi dare una scossa allo stallo e aprire un nuovo indirizzo di politica economica, industriale e culturale del territorio. Serve una vostra risposta urgente nei fatti che permetta al Commissario di presentare un lavoro già pronto, serve il vostro appoggio convinto e veloce ad una dimensione del Parco forte e credibile. Questo deve avvenire in pochissimi giorni, perché il countdown è partito. Altrimenti vi assumerete una responsabilità non inferiore a quella di quei politici che dite pubblicamente di voler stanare in quanto firmatari dello Sblocca Italia.”