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Wwf e Legambiente: 9 aprile 2015, un giorno di stra-ordinaria follia!!!

Sotto i macigni dei contenuti del parere AIA-VIA su Ombrina, alcuni sindaci e politici provano un fuoco incrociato che si trasforma in una tragicommedia.

A ridosso del secondo anniversario della manifestazione dei 40.000 di Pescara che hanno sfilato sotto lo slogan “NO OMBRINA – SI PARCO” rimarcando una scelta ben chiara per il futuro del nostro Abruzzo, ora che siamo ad un punto di svolta, su una strada tracciata da ben 15 anni ma mai illuminata e sta solo alla nostra intelligenza finalmente percorrerla, assistiamo all’ennesima pochezza della nostra classe politica locale e nazionale.

Questa tragicommedia si consuma in due atti. Il primo in Parlamento, dove un Ministro della nostra Repubblica di fronte ad uno specifico quesito, tralasciamo se posto strumentalmente o meno, invece di dare una risposta certa, negativa o positiva che sia, risponde in modo incerto usando il condizionale: “… va precisato che il progetto Ombrina Mare 2 “non sembra” rientrare nelle previsioni di divieto di cui all’art. 6, comma 17, del decreto legislativo 152 del 2006… Per un’adeguata e più esaustiva valutazione della questione, tuttavia, molto potrebbe dipendere proprio dai tempi di istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, con la contemporanea individuazione della sua perimetrazione, ad oggi non ancora definita.”

Questo condizionale però trova un punto di caduta in quanto riportato a pag. 15 del parere AIA-VIA che rischia di liberare Ombrina (ma non ancora lo è perché manca il decreto che riassume non solo l’aspetto tecnico ma anche politico di una simile scelta): «Al riguardo giova precisare che fin tanto che la perimetrazione non sarà formalizzata… e soprattutto fin tanto che non sarà adottato l’atto formale istitutivo… il Parco della Costa Teatina non potrà dirsi giuridicamente esistente… “vincolo” che, al contrario, potrà dirsi sorto solo una volta istituito, secondo le predette forme, il Parco della Costa Teatina».

Il secondo atto, invece, si consuma a livello locale, durante una conferenza stampa, dove due sindaci che si saranno anche spesi positivamente in particolari momenti (che è cosa ben diversa dal pretendere una gara a punti nei nostri confronti), non hanno forse colto il senso del nostro appello quando li abbiamo invitati “tutti”, senza distinzioni di colore politico, ad accompagnare il cambiamento in atto che ci proietta in una dimensione culturale, sociale, economica ed ambientale che non può essere aggredita dagli Ufo: Il Parco della costa teatina, il baluardo delle nostre risorse, paesaggi, vocazioni e talenti.

Ebbene si è inscenato il racconto di una sorta di “viaggio al Ministero” dove hanno trovato risposte certe, quelle certezze che addirittura mancano al stesso Ministro Galletti. E ci siamo chiesti dove l’avranno trovate? Quali tecnici del ministero avranno mai consultato?

A detta dello stesso Sindaco Di Rito e dell’assessore Comini, queste certezze sono state date loro da Libè, consigliere politico di Casini ed ex senatore UDC, nonché collaboratore dell’ufficio di gabinetto del ministro incerto. Già questo è paradossale, se poi aggiungiamo che anche l’UDC è madre dello Sblocca Italia, la legge libera tutto che ci condanna, tra l’altro, a trivellazioni, cementificazioni, abusivismo e consumo di suolo, le certezze tanto sbandierate sembrano anch’esse essere “condizionate”.

E tale “condizionamento” diventa ancora più evidente nel momento in cui l’istituzione del Parco, oltre a depennare Ombrina dal nostro mare, depenna anche resort e porti turistici, realtà care al Comune di San Vito. Ed è proprio su questo aspetto che cade l’invito fattoci in quella conferenza ad unire le forze e a trovare un punto d’incontro su battaglie comuni. E’ questo modo di ragionare che sta condannando il nostro territorio, perché il modello resort che sbanca una collina per calare nuovo cemento non è distante, come idea di sviluppo, da una piattaforma in mare, perché anch’esso appartiene a quel modello economico novecentesco da rottamare.

Questo “condizionamento”, però, ad un certo punto si trasforma in “falsità” quando si sostiene che il Parco della Costa Teatina non ha risorse: è falso, perché tutte le aree protette nazionali hanno contributi statali con fondi ordinari e possibilità di accedere a fondi straordinari. Quando si afferma che il Parco diventerà un carrozzone: è falso, quello che sarà il parco lo deciderà la politica che sceglie il presidente e i componenti dei consigli direttivi. Se la politica sceglierà persone competenti e capaci, il parco non sarà un carrozzone. Quando si afferma che i sindaci non siedono nei consigli dei parchi: è falso, su 8 componenti del consiglio direttivo di un parco, 4 sono sindaci (e uno viene nominato vicepresidente).

Torniamo a ribadire che, ora, tocca a voi sindaci senza se e senza ma, dare sostegno ad un parco degno di questo nome onde evitare la realizzazione del peggio che ci si possa aspettare. Non avete più alibi, impegnatevi a combattere questa battaglia fino in fondo con tutti i mezzi, a cominciare dall’istituzione del Parco. Su tutta la costa dei trabocchi, non c’è un centimetro libero da progetti petroliferi, quindi ogni centimetro di terra che non sarà dentro il parco diventerà terra di conquista. Ricordandovi a riguardo, che lo Sblocca Italia ha reso questi progetti di carattere strategico nazionale, sui quali i sindaci non avranno nessuna voce in capitolo, mentre all’interno del parco la vostra voce avrà sempre valore. Ci sentiamo di scommettere ancora su di voi ma vi chiediamo di essere credibili, l’Abruzzo ha bisogno di scommettere su di voi. Non tradite il nostro futuro!

Ci torna in mente l’immagine del film “Toto, Peppino e la malafemmina” e ci piace chiudere pensando che, in fondo, “questo viaggio al ministero” sia stato fatto con la stessa bontà e leggerezza di quei due straordinari attori che, parlando con un vigile, cercavano solo la strada giusta: “Excuse me, bitte schòn… Noio… Che ha detto?… Dopo ti spiego… Noio… volevam… volevàn savoir… l’indiriss…ja…”