Archivio giugno, 2010

Parco del Lavino, arriva il parco a misura di bambino

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Inaugurate le nuove strutture per gli under 14

È stato presentata stamattina sabato 26 giugno nel Parco territoriale attrezzato delle sorgenti sulfuree del Lavino a Scafa (contrada Decontra) la conclusione del progetto “Un Parco a misura di Bambino”, promosso da Legambiente e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’obiettivo di migliorare la fruizione delle aree naturali protette da parte degli Under 14.

Sono intervenuti Nicola Corona, coordinatore dell’Ufficio Aree Protette e Biodiversità di Legambiente, Rocco Barbarossa, presidente del Circolo Legambiente di Scafa e componente della segreteria regionale di Legambiente, Dino Marangoni, sindaco di Scafa, Giordano Di Fiore, assessore comunale ai Parchi, e il parroco don Claudio Di Liberato.

Nell’ambito del progetto “Un parco a misura di bambino” è stato realizzato un monitoraggio nazionale per verificare il livello di accessibilità per gli Under 14 nei Parchi nazionali, regionali e nelle aree marine protette. Scarica il dossier Un parco a misura di bambino!

Per garantire la partecipazione dei bambini allo sviluppo del territorio e la loro effettiva partecipazione alla vita del parco, sono stati presentati gli interventi strutturali eseguiti nell’ambito del progetto: una biblioteca a tema, pannelli permanenti informativi sul Parco e sulla flora e fauna presenti nell’area, uno spazio per le attività di educazione ambientale e servizi igienici specifici per disabili.

«È abbastanza evidente come attualmente i parchi risultino generalmente poco provvisti di sentieri e di tabellonistica specificatamente dedicata agli Under 14. Al contrario sono molti i parchi che producono materiali di comunicazione esterna rivolta ai giovanissimi: da una parte quindi i parchi desiderano invitare i bambini e lasciare loro un ricordo della visita, dall’altra però l’effettiva fruizione del territorio rimane fortemente condizionata dal punto di vista dell’adulto – spiega Rocco Barbarossa – Eppure la partecipazione dei bambini allo sviluppo del territorio è un vero e proprio criterio di sostenibilità ed un punto di forza. Ci auguriamo che le aree naturali protette possano garantire sempre più servizi e strutture in grado di offrire ai giovanissimi una migliore fruizione e partecipazione».

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Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Legambiente e associazioni ambientaliste su emendamento al piano demaniale regionale

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Comunicato stampa di Legambiente-WWF-Marelibero-Italia nostra-Marevivo

Oggi in Regione un primo passo indietro sull’emendamento che “ingabbia” il litorale abruzzese

Ma non basta: le associazioni ambientaliste chiedono l’abrogazione della norma

Pescara, 22-06-2010 - Oggi si è svolta a Pescara la riunione, convocata dall’assessore Di Dalmazio, tra i rappresentanti dei balneatori, l’ANCI e le Associazioni ambientaliste, per discutere l’emendamento approvato qualche giorno fa dal Consiglio Regionale, a scrutinio segreto, che, modificando il Piano Demaniale Regionale, da una parte condona le recinzioni non autorizzate, dall’altra permette sistemi di protezione altamente impattanti. Trattasi di 10 metri di recinzioni alte 1metro e 80 su tutti i lati della struttura principale della concessione.

Ci fa piacere che l’assessore si sia reso conto della portata devastante di questo provvedimento che precluderà la Vista Mare e ridurrà drasticamente gli accessi all’arenile, avvalorando l’idea della spiaggia come proprietà privata e non come bene comune, ma riteniamo che la norma in questione non sia emendabile. Pur riconoscendo la necessità di una soluzione per proteggere le strutture dagli atti vandalici riteniamo che questo provvedimento vada abrogato. La norma che salva le recinzioni abusive è illegittima: fare condoni non è di competenza regionale.

Per quanto riguarda la protezione delle strutture esistono soluzioni a impatto zero come le telecamere e il servizio di sorveglianza a pagamento.

Condividiamo la posizione del sindaco di Giulianova Mastromauro, intervenuto in qualità di rappresentante dei 19 comuni costieri, che afferma che il provvedimento e ancor più grave in quanto sottrae ai Comuni la facoltà di pianificare e decidere sul propri territori dove già sono presenti strumenti pianificatori.

Ribadiamo la necessità di un percorso partecipato e condiviso da TUTTI nella revisione del Piano Demaniale Regionale che per la sua complessità non può essere emendato a “pezzi” secondo le convenienze politiche del momento, e per di più di parte.

Legambiente presenta Pesticidi nel piatto 2010

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Maggiore attenzione da parte degli agricoltori, ma l’Abruzzo segue l’andamento nazionale nella presenza di campioni multiresiduo.

«Nella normativa non esistono ancora riferimenti specifici per la presenza contemporanea di diversi residui chimici»

Nonostante gli sforzi tesi a una riduzione dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura, anche quest’anno la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta e derivati risulta eccessivamente elevata. Rispetto allo scorso anno, il rapporto di Legambiente “Pesticidi nel piatto 2010”, presentato stamane a Roma ed elaborato sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici, ha evidenziato una maggiore presenza di campioni multi residuo, ovvero di campioni che presentano contemporaneamente più e diversi residui chimici.

L’Abruzzo non fa eccezione. Il numero di campioni analizzati dall’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise “Caporale” appare sufficiente per ognuna delle categorie considerate. Leggi tutto il comunicato »

Legambiente e WWF su ddl Chiodi - rassegna stampa

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Sono intervenuti in conferenza stampa: Radio Delta Uno, Tvq, AbruzzoInforma, Rete8.

Legambiente e WWF su ddl Chiodi

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«Il Disegno di Legge Chiodi sul petrolio non difende l’Abruzzo».

Passo indietro rispetto alla precedente legge voluta dal Governatore - Ancora nessuna tutela a mare

Mercoledì 23 giugno a L’Aquila consiglio regionale straordinario sul petrolio

Pescara, 17 giugno 2010 - Questa mattina Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia, ed Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo, hanno presentato in conferenza stampa a Pescara l’aggiornamento del Dossier sulla situazione degli idrocarburi in Abruzzo, evidenziando gli effetti che si avrebbero se fosse approvato il disegno di legge presentato lo scorso maggio dal Presidente Chiodi sotto il nome di “Modifiche alla L.R. 18 dicembre 2009, n. 32 recante provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale”.

Come già fatto in passato, le due associazioni hanno rielaborato e messo a disposizione di tutti (cittadini, associazioni, politici ed amministratori) esclusivamente dati ufficiali provenienti dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il quadro che ne esce è estremamente grave, perché la deriva petrolifera dell’Abruzzo non sembra arrestarsi e le proposte di interventi legislativi che arrivano dal Governo regionale non appaiono in grado di incidere su questo processo.

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Guida Blu: rassegna stampa dai quotidiani

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Guida Blu 2010: rassegna stampa dai quotidiani
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Guida Blu: in Abruzzo spiagge accessibili e sostenibili, Rocca San Giovanni sul podio

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Presentata a Roma la Guida Blu di Legambiente Touring Club Italiano la “bussola” per le vacanze sostenibili arrivata quest’anno alla sua decima edizione.

Su scala nazionale l’Abruzzo si colloca al sesto posto. La Sardegna mantiene il timone anche in questa edizione con una media di 3,4 vele per località, seguita da Puglia, Toscana, Campania e Sicilia; a pari merito l’Abruzzo, la Basilicata e le Marche con una media di 2,5, seguite da Lazio, Calabria, Emilia Romagna e Veneto a pari merito, Liguria, Molise e, in chiusura, il Friuli Venezia Giulia con 1,5.

Sono dodici i centri balneari abruzzesi selezionati da Legambiente sulla base di dati raccolti sulle caratteristiche ambientali, sulla qualità dell’ospitalità e valutati dai circoli locali e dall’equipaggio di Goletta Verde.
Rocca San Giovanni si conferma sul podio conquistando le 4 vele, seguita da Ortona, Pineto, Roseto, San Vito Chietino e Vasto con tre vele; Giulianova, Martinsicuro, Silvi, Torino di Sangro e Tortoreto con due vele; e Alba Adriatica con una vela.

Ad esse si aggiunge anche la località balneare lacustre di Scanno, con 3 vele.

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Dossier Ecomafia Abruzzo: rassegna stampa

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Spiagge pulite 2010: prima rassegna stampa

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Rassegna stampa Spiagge pulite 2010

Rapporto Ecomafia 2010: i dati abruzzesi

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Rapporto Ecomafia 2010: L’Abruzzo si conferma a metà classifica nazionale dei reati ambientali

Legambiente: «Buono il lavoro svolto dalle Forze dell’ordine, necessario salvaguardare le intercettazioni ambientali e telefoniche»

Sabato 5 giugno 2010 - Sono stati raccolti ed elaborati nel dossier Ecomafia 2010 i numeri della straordinaria attività svolta anche nel 2009 da tutte le Forze dell’ordine e di Polizia giudiziaria impegnate nelle indagini contro i reati ambientali (Comando tutela ambiente e tutela patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Corpi forestali regionali, Polizia di Stato, Direzione investigativa Antimafia, Agenzia delle Dogane, Capitanerie di Porto e Polizia Provinciale).

Il dossier, pubblicato da Edizioni Ambiente e in vendita nelle librerie, è stato presentato ieri a Roma.

L’Abruzzo si colloca al 12esimo posto della classifica assoluta dell’illegalità ambientale con 776 infrazioni accertate, 714 persone denunciate, 1 persona arrestata e 192 sequestri.

Stessa posizione (12esima) anche nello specifico del settore del ciclo del cemento, con 191 infrazioni accertate, 249 persone denunciate e 32 sequestri. Peggiore invece é la situazione nel settore del ciclo dei rifiuti, dove l’Abruzzo occupa il decimo posto con 210 infrazioni accertate, 217 persone denunciate e 52 sequestri.

Il maggior numero di infrazioni nel settore del ciclo del cemento si sono consumati in provincia di Teramo con 62 infrazioni accertate, in provincia dell’Aquila con 61, di Pescara con 41 e di Chieti con 27. Situazione analoga nel settore dei rifiuti, con 80 infrazioni accertate in provincia di Teramo, 59 in provincia dell’Aquila, 53 in provincia di Chieti e 18 in provincia di Pescara.

«La situazione nell’insieme è risultata leggermente migliorata rispetto all’anno precedente – commenta Angelo Di Matteo, presidente Legambiente Abruzzo – un buon risultato frutto anche delle notevoli operazioni di controllo svolte sul territorio regionale dalla forze dell’ordine che molto presumibilmente hanno prevenuto le cattive intenzioni degli eco criminali».

Il 2009 è stato l’anno del terremoto aquilano: tante sono state le attenzioni, comprese quelle di Legambiente che, insieme all’associazione Libera e alla Provincia de L’Aquila, ha dato vita all’osservatorio “Ricostruire pulito” per contribuire al lavoro degli inquirenti nelle attività di monitoraggio e prevenzione dai possibili fenomeni di infiltrazioni criminali nel processo di ricostruzione.

«La gravità di quanto sta emergendo dalle indagini giudiziarie e dagli accertamenti tecnici nelle vicende aquilane – conclude Angelo Di Matteo – impone una campagna regionale di monitoraggio immediato delle opere pubbliche a rischio di calcestruzzo depotenziato».

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Come se non bastassero i problemi dovuti alla cattiva gestione dei 4,5 milioni di tonnellate delle macerie del terremoto del 6 aprile scorso, l’Abruzzo si è rivelato ancora una volta crocevia di traffici illegali di rifiuti speciali: nel Dossier viene infatti ricordata l’Operazione “Spiderman” della Procura di Lanciano, che ha coinvolto 22 persone e 5 aziende fra imprenditori, trasportatori, intermediari e laboratori d’analisi compiacenti, per un totale di movimenti illegali pari a circa 80 mila tonnellate con un business stimato di circa 3 milioni di euro.

«Anche in questo caso si sono rivelate fondamentali le intercettazioni ambientali e telefoniche che – ricorda Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente – hanno evidenziato finanche il coinvolgimento di un ex magistrato e di due funzionari della Polizia provinciale, colpevoli di dichiarare il falso sui controlli. Si tratta di un’ulteriore conferma della necessità di non far scendere l’attenzione sul sistema delle intercettazioni».

L’Italia è l’unico Paese in Europa ad aver introdotto il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, una straordinaria battaglia che anche Legambiente ha portato avanti con tenacia e che ha consentito di raggiungere risultati straordinari nell’azione repressiva.

«Allo stesso tempo pero, L’Italia è rimasta uno dei pochi Paesi a non aver ancora previsto nel codice penale i delitti contro l’ambiente che l’Unione Europea impone di recepire entro dicembre 2010 – conclude Luzio Nelli – Si tratta di una riforma di civiltà già prevista in un disegno di legge approvato dall’allora governo Prodi nel 1997 e mai trasformato in legge».

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Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
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