Archivio maggio, 2010

Spiagge pulite in Abruzzo dal 28 maggio al 5 giugno

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Spiagge pulite: da domani 28 maggio al 5 giugno quattro appuntamenti sulla costa.

Per spiagge accessibili a tutti e prive di barriere architettoniche e culturali

I volontari di Legambiente danno il consueto benvenuto all’estate con la giornata di volontariato in cui spiagge e fondali vengono ripuliti dai rifiuti abbandonati.

«Chiederemo, litorale dopo litorale, – dichiara Antonio Sangiuliano, della segreteria regionale – un rispetto maggiore per la percentuale di spiagge libere prevista dalla legge regionale, e che le stesse siano dislocate in maniera più bilanciata lungo tutto il territorio, con maggiore attenzione per la raccolta differenziata, per la garanzia della sicurezza dei bagnanti, per la promozione del turismo sostenibile e l’accessibilità. Il focus dell’iniziativa Spiagge e Fondali Puliti 2010 è infatti sulle barriere architettoniche, sulla discriminazione di cui sono vittime i disabili in carrozzina che quasi ovunque non hanno nessuna possibilità di raggiungere la battigia. Ci uniamo alla campagna di sensibilizzazione dell’associazione Handiamo per la promozione di una cultura dell’inclusione, per avere un contesto sociale privo non solo di barriere architettoniche ma soprattutto di quelle culturali».

Tradizionalmente nell’ultimo weekend di maggio, Legambiente dà appuntamento lungo il litorale a tutti gli amanti del mare per contribuire con un gesto concreto alla tutela dell’ecosistema marino. L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini meno attenti e invitarli a non sporcare, ed influenzare le amministrazioni pubbliche affinché investano maggiori energie per controllare e difendere il territorio da abusi e illegalità.

«Troppo spesso – conclude Antonio Sangiuliano – il mare e le spiagge vengono scambiate per un’immensa discarica a cielo aperto dove abbandonare impunemente i propri rifiuti, che diventano una vera minaccia per l’incolumità dei bambini ed inquinano e deturpano le nostre bellissime coste. Nessuno pare preoccuparsi del fatto che i tempi di biodegradazione di un fazzoletto di carta è di 4 settimane, di una buccia di banana oltre due anni, mentre di una lattina di alluminio ben 200 anni e quelli di una bottiglia di plastica quasi mille».

Quattro le iniziative principali: si svolgeranno ad Alba Adriatica il 28 maggio; a Francavilla al mare il 30 maggio e a Martinsicuro e a Giulianova il 5 giugno.

Domani venerdì 28 maggio ad Alba Adriatica (TE) l’iniziativa promossa dal Comune segue quella del circolo che ha già avuto luogo il 20 maggio. L’appuntamento è per domani alle 9.30 alla rotonda Nilo (lungomare Marconi) ed avrà luogo lungo l’arenile destinato a spiaggia libera antistante la bambinopoli comunale. La pulizia della spiaggia e le attività di educazione ambientale verranno condotte insieme alla Scuola primaria di primo grado e Villa Fiore dell’Istituto comprensivo.

Domenica 30 maggio a Francavilla al Mare (CH) ci si ritrova tutti in via F. P. Tosti vicino al caffè Tosti per incontrare i volontari dei circoli di Legambiente Le Diomedee e di Atessa. Oltre alla pulizia delle spiagge saranno realizzati laboratori didattici e giochi in spiaggia. L’iniziativa si svolge in collaborazione con il Comune di Francavilla al Mare e le associazioni Voce del Foro, Buendia ed Exclamè.

Sabato 5 giugno il comune di Martinsicuro (TE) in collaborazione con il Centro di educazione Ambientale “Scuola Blu”, il Circolo Nautico Amici del Mare, il Biotopo di Martinsicuro, organizza Spiagge e Fondali Puliti nel lungomare Europa Sud, e presso il lido di Giulianova (TE), in collaborazione con il Comune e all’Assessorato all’Ambiente, il circolo locale di Legambiente organizza Spiagge Pulite alla foce del fiume Salinello.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Le aree protette in Abruzzo non godono di buona salute

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Antonio Nicoletti, responsabile Legambiente Aree protette: «Nella Regione verde d’Europa ci sono perdita di passione e sottovalutazioni».

Angelo Di Matteo, presidente Legambiente Abruzzo: «I commissariamenti non siano un limite alla necessaria e urgente svolta».

La Carovana degli Appennini lascia l’Abruzzo dopo tre giorni di iniziative dedicate alla promozione della natura e ad esaminare la situazione delle aree protette abruzzesi.

Durante le visite alle aree faunistiche del camoscio nel Parco nazionale della Majella, a Pacentro, e del capriolo nel parco regionale del Sirente Velino, a Fontecchio, in questa prima tappa della nuova campagna ideata da Legambiente sono state riscontrate tante conferme del buon lavoro fatto dalle aree protette nella Regione dei parchi. Le conferme sono state date anche dalla significativa partecipazione di giovani, studenti e appassionati al corso di formazione sulle tecniche di monitoraggio della fauna selvatica che si è concluso domenica a Pettorano sul Gizio, nella Riserva regionale del Monte Genzana Alto Gizio.

«Durante gli incontri nei parchi abruzzesi – spiega Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente – abbiamo constatato che anche nella Regione chiave per la conservazione della natura dell’intera penisola, le aree protette non godono di un buono stato di salute. Le difficoltà, anche di tipo strutturale, causate dalla precarietà in cui il Ministero dell’Ambiente ha lasciato da qualche anno gli Enti Parco, sono molte».

In Abruzzo tre parchi su quattro sono commissariati (il p.n. Gran Sasso Monti della Laga, il p.n. Majella e il p.r. Sirente-Velino), mentre il quarto è privo di rappresentanti della Comunità del Parco nel Consiglio Direttivo (il p.n. d’Abruzzo, Lazio e Molise). Alcuni ancora non hanno visto approvati importanti strumenti da parte della Regione o del Ministero, come piani e regolamenti, e altri denotano la notevole mancanza di risorse e personale in pianta organica, come nel caso del Sirente-Velino; altri parchi ancora evidenziano un’inerzia nell’attuazione di azioni strategiche già approvate e condivise come il Patto per la tutela dell’orso bruno marsicano (PATOM).

Scarsa convinzione infine si è dimostrata nell’attuazione della Convenzione degli Appennini, l’ultimo segnale di leadership che l’Abruzzo ha saputo dare al Paese in questo settore.

«Non tutte le carenze – conclude Nicoletti – possono essere state causato dal sisma che ha profondamente segnato l’Abruzzo. In questa perdita di passione per le aree protette ci sono anche scelte insufficienti e sottovalutazione delle esigenze delle aree stesse. Attraverso i parchi la Regione ha la possibilità di orientare verso lo sviluppo sostenibile anche la fase di ricostruzione post sisma, ma deve valorizzare appieno le esperienze che i parchi hanno maturato in questi anni nel campo della Green Economy. Esse possono essere portate ad esempio anche per le aree fuori dai parchi nello spirito di APE – Appennino Parco d’Europa».

È stato uno sforzo importante quello compiuto dalla Regione, inserendo, nell’ambito della programmazione, risorse destinate alla tutela ed alla valorizzazione della biodiversità, ma è altrettanto importante che le risorse FAS destinate ai progetti di infrastrutture ed agli impianti scioviari, quasi tutti ubicati all’interno dei parchi, siano utilizzate nel rispetto sia delle esigenze delle aree protette, sia delle pianificazioni e delle intese esistenti.

Occorre inoltre dare piena attuazione all’articolo 7 della Legge 394/91, che prevede priorità di finanziamento per iniziative e progetti per i comuni delle aree protette, e alla Convenzione degli Appennini, di cui l’Abruzzo è protagonista principale.

La politica regionale, d’intesa con quella nazionale, deve farsi carico della natura abruzzese investendo risorse e professionalità in un settore strategico anche per l’economia: soprattutto quella delle aree interne e montane. Bisogna farlo ora, perché la Regione deve orientare le sue strategie di sviluppo e anche perché, nell’Anno internazionale della biodiversità, occorre contribuire in maniera significativa ed incisiva a frenare la perdita di habitat e di specie straordinari di cui l’Abruzzo è contenitore.

«Ci auguriamo che il presidente della Regione dia piena attuazione agli impegni presi nell’ambito del suo programma di governo regionale – conclude Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – e porti le istanze abruzzesi di fronte al Governo nazionale e al Ministero dell’Ambiente come sta già facendo nella veste di commissario per l’emergenza terremoto e sanità. Occorre superare la fase dei commissariamenti che rappresentano, al momento, uno dei più grandi limiti alla urgente e necessaria svolta delle aree protette abruzzesi».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Parte da Pacentro la carovana degli Appennini

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Parte dall’Abruzzo la nuova campagna itinerante di Legambiente per la valorizzazione della dorsale appenninica nell’Anno Internazionale della Biodiversità

Fino al 20 giugno, un viaggio lungo tutta la Penisola per tutelare la natura, promuovere le Aree Protette, l’arte, la cultura, le produzioni tipiche e le tradizioni

Domani il primo appuntamento abruzzese è a Pacentro (AQ), per l’inaugurazione dell’Area Faunistica Camoscio appenninico del Parco Nazionale della Majella

Far conoscere e riscoprire gli Appennini e le aree protette, custodi di biodiversità, paesaggi, arte, cultura e tradizioni e contribuire a riattivare l’economia di territori spesso deboli come quelli interni o montani, ma straordinariamente ricchi di risorse a volte ancora inutilizzate.

Nell’Anno internazionale della biodiversità sono questi gli obiettivi della Carovana degli Appennini, la nuova campagna itinerante di Legambiente dedicata a uno dei più importanti sistemi montuosi europei che conserva specie e habitat prioritari, comprendendo un patrimonio storico e culturale di assoluto valore nazionale e internazionale. Un viaggio nei borghi incastonati tra montagne e colline o immersi nei parchi, che fino al 20 giugno interesserà le Regioni della dorsale appenninica e durante il quale saranno organizzate iniziative pubbliche, eventi, momenti di educazione ambientale, seminari e convegni sui temi del progetto APE - Appennino Parco d’Europa e della Convenzione degli Appennini, che valorizzeranno di volta in volta le peculiarità del territorio coinvolgendo le aree protette, gli amministratori locali, i cittadini e le scuole.

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Ciaf ambiente: occorre coinvolgere le associazioni

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Ciaf ambiente: occorre coinvolgere le associazioni

In data 5 maggio, in una Conferenza dei Servizi, la Regione Abruzzo discuterà della variante gestionale che permetterebbe all’impianto Ciaf ambiente di trattare rifiuti pericolosi (ex tossici e nocivi). A seguito del trasferimento alle regioni delle competenze in materia di impianti di gestione dei rifiuti, la Regione è l’organo competente in materia.

«Nell’Agenda 21 si parla di coinvolgimento più ampio possibile degli attori che operano sul territorio. Il Tavolo Tecnico per le problematiche ambientali della Val di Sangro istituito dal Comune di Atessa, potrebbe essere un atto in tal senso – afferma Antonella Carlucci, presidente del Circolo Legambiente di Atessa - ma non informare di questo fondamentale passaggio decisionale una delle associazioni che in questi anni si è interessata della vicenda Ciaf, contrasta con l’idea di partecipazione nella gestione del territorio».

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I Circoli di Atessa e Paglieta sul progetto di estrazione di gas a Bomba

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La posizione dei Circoli Legambiente di Atessa e Paglieta sul progetto di estrazione di gas a Bomba

25 aprile 2010 - I rischi connessi alla stabilità del territorio adiacente all’invaso del Lago di Bomba, che hanno portato l’Agip ad abbandonare il progetto di estrazione e lavorazione del metano diversi anni fa, sono ancora oggi presenti se non addirittura amplificati. Il progetto di estrazione di gas della Forest, non garantisce la sicurezza del territorio e, pertanto, non è attuabile.

Legambiente ritiene non realizzabile l’impianto specifico nonostante riconosca al gas naturale un ruolo chiave nella fase di transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, rappresentando una efficace “soluzione ponte” in linea con le attuali politiche energetiche. Analogamente a petrolio e carbone, il gas è una fonte fossile caratterizzata da disponibilità limitata; il suo utilizzo è però preferibile all’impiego delle prime due: le emissioni di gas climalteranti e di altri inquinanti atmosferici che ne derivano, infatti, sono minori.

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Voler bene all’Italia: domenica 9 maggio a Sant’Eufemia a Maiella

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Programma Sant_Eufemia
dossier-piccoli-comuni-2010

Piccoli Comuni: il futuro abita qui. In Abruzzo i piccoli comuni in festa

Domenica 9 maggio S. Eufemia a Maiella “capitale della piccola grande Italia”

Usano fonti rinnovabili, differenziano e riciclano i rifiuti, producono Dop ed eccellenze enogastronomiche famose nel mondo, sperimentano buone pratiche per la tutela del territorio e della biodiversità, difendono il ruolo della cultura e dell’istruzione, attuano politiche concrete d’integrazione. Sono proprio i piccoli comuni a mostrare oggi le maggiori potenzialità: custodi di ricchissime tradizioni locali, di un patrimonio artistico impareggiabile ma anche, di fantasia ed energie spesso ignorate e di una qualità della vita invidiata in tutto il mondo, costituiscono una fonte di ricchezza per l’intero Paese. È questo quanto emerge dal dossier “La sfida dei piccoli comuni tra qualità e innovazione” presentato da Legambiente per annunciare la festa di Voler Bene all’Italia, l’iniziativa che domenica 9 maggio coinvolge più di duemila borghi in tutta Italia per celebrarne i tesori storici e culturali, le eccellenze enogastronomiche, i mestieri e i saperi tradizionali tramandati alle nuove generazioni, le economie più solide del Made in Italy.

Protagonisti della festa di quest’anno saranno soprattutto i Piccoli Comuni delle eccellenze, quelli che si sono distinti per la gestione del territorio, la tutela della biodiversità, le rinnovabili e la gestione dei rifiuti. Sono 127 i comuni abruzzesi che nella rete della “PiccolaGrandeItalia” formano un network virtuoso. Organizzata da Legambiente insieme a Anci, Coldiretti, Symbola e un vasto comitato promotore di associazioni ed enti la festa sarà l’occasione per valorizzare le eccellenze di quella Piccola Grande Italia che merita di essere promossa e festeggiata per la sua quotidiana e infaticabile attività di tutela del territorio e della biodiversità, cura dei prodotti tipici, custodia delle tradizioni, dei sapori e delle culture, tutela del patrimonio artistico minore e di promozione delle nuove tecnologie, ma anche per il buon governo dei territori. Una grande giornata corale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, realizzata grazie alla collaborazione di Enel Green Power e dedicata alle bellezze del patrimonio italiano, realtà preziose che hanno contribuito alla storia e all’identità del Paese.

In Abruzzo il territorio di quasi il 70% dei piccoli comuni è interessato da aree protette: i Comuni si rendono perciò roccaforti di identità e custodi del nostro patrimonio storico-artistico, naturale ed enogastronomico, e si confermano spesso come luogo privilegiato di sperimentazione in fatto di energia, economia verde e riciclo dei rifiuti. Non a caso, dei Comuni abruzzesi individuati da Legambiente come Comuni ricicloni per il 70% sono piccoli Comuni con meno di cinquemila abitanti. L’energia verde maggiormente sviluppata è quella eolica, seguita a ruota dall’idroelettrica e infine da quella solare.

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Voler bene all Italia - prima rassegna stampa

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Voler bene all’Italia_sui giornali
Guarda qui le foto, e qui il nostro video amatoriale.
Qui c’è il servizio andato in onda su Rai tre domenica 9 maggio, edizione ore 14.

Voler bene all Italia: domani gemellaggio tra le scuole elementari Tornareccio e Chieti

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Torna domenica 9 maggio Voler Bene all’Italia, la festa dei piccoli comuni italiani, organizzata da Legambiente insieme a Anci, Coldiretti, Symbola e un vasto comitato promotore di associazioni ed enti. Una grande giornata corale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, realizzata grazie alla collaborazione di Enel Green Power per valorizzare e celebrare le risorse dei nostri borghi, le loro tradizioni, i tesori e i talenti nascosti, insieme alla loro capacità d’innovazione e di sviluppo.

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Su nuova richiesta di ricerca a mare: rassegna stampa

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petroceltic prima rassegna stampa

Petroceltic Italia presenta una nuova istanza di permesso di ricerca

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L’Abruzzo di nuovo al centro degli interessi delle compagnie petrolifere: presentata da Petroceltic Italia una nuova istanza di permesso di ricerca in un ampio tratto di mare compreso tra Pineto e Vasto.

Oltre 6.000 i chilometri quadrati di mare interessati
da vicende legate agli idrocarburi

Legambiente: occorre maggior ruolo da parte delle Istituzioni

Pubblicata sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse (BUIG) del Ministero dello Sviluppo Economico la nuova “istanza di permesso di ricerca” per idrocarburi liquidi e gassosi presentata dalla Petroceltic Italia: si tratta un’area a mare di 728,20 km quadrati che si estende nel tratto antistante la costa abruzzese compreso tra Pineto e Vasto.

«Non scende l’attenzione delle compagnie petrolifere sull’Abruzzo – dichiara Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – La situazione è allarmante e totalmente fuori controllo: nella sola zona a mare interessa una superficie di oltre 6.000 chilometri quadrati tra istanze e permessi di ricerca e permessi e concessioni di estrazione di idrocarburi».

«Ad Eni ed Edison, compagnie storiche che estraggono gas ed olio nel mare abruzzese da quasi quarant’anni – continua Angelo Di Matteo – si sono aggiunte nell’ultimo quinquennio nuove compagnie internazionali che vedono nell’Abruzzo il nuovo Texas. La Petroceltic nello specifico ha monopolizzato le richieste di permessi di ricerca nell’intero specchio di mare compreso tra la costa teramana e le isole Tremiti».

Questa è un’ennesima conferma dei timori espressi dall’articolato movimento abruzzese che da oltre tre anni si sta opponendo al rischio di deriva petrolifera regionale e che non trova adeguata attenzione e sufficiente risposta da parte delle Istituzioni regionali, provinciali e comunali.

«L’Abruzzo è considerata da Assomineraria1 uno dei territori più ricchi di petrolio in Italia sia nella parte a terra che a mare – conclude Angelo Di Matteo – La stessa associazione di categoria individua inoltre, nella forte resistenza delle popolazioni locali, il limite allo sviluppo dei nuovi giacimenti: una constatazione questa che, seppur di parte, evidenzia in modo chiaro la mancanza di ruolo di indirizzo da parte delle Istituzioni».

Permessi ed estrazioni a mare

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it