Archivio febbraio, 2010

Le macerie in Abruzzo: dossier su bugie, numeri, responsabilità.

Comunicati Stampa, Sisma Abruzzo Nessun Commento »

In occasione della protesta delle carriole a L’Aquila Legambiente presenta il dossier “Bugie, numeri, responsabilità. Come uscire dalla paralisi delle macerie”

L’Aquila, 28 febbraio 2010 - Le macerie accatastate a L’Aquila e negli altri 56 comuni del cratere chiudono la porta ai cittadini che potrebbero tornare a occupare da subito quegli edifici dei centri storici agibili o che hanno bisogno di leggeri interventi di ristrutturazione e, nello stesso tempo, nascondono gravi responsabilità: quei cumuli di detriti e calcinacci potevano già essere rimossi, sono state già varate norme che definiscono come trattarli, è possibile da subito e rapidamente individuare siti temporanei di stoccaggio.

Un rapporto di Legambiente – che da mesi lavora sul territorio aquilano con l’Osservatorio “Ricostruire pulito” costituito con Libera e Provincia dell’Aquila – sgombera il campo dalle tante informazioni inesatte sull’affaire-macerie.
E, oggi, domenica 28 febbraio l’associazione ambientalista è in strada accanto agli aquilani nella “protesta delle carriole” per sostenere la necessità dell’apertura immediata di una “fase due” del post-terremoto.
«Le istituzioni, in questi mesi, avrebbero dovuto dare il giusto peso alla necessità di liberare per lo meno le strade dai detriti, come primo indifferibile passo per avviare la ricostruzione - dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - Non si può non notare il ritardo con cui la questione è diventata prioritaria. Il nostro intento è di definire correttamente i termini della ‘questione macerie’ per addivenire al più presto all’adozione di soluzioni operative efficaci».

«Ci sono responsabilità chiaramente individuabili – aggiunge Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – e l’esigenza di fare chiarezza va incontro all’insoddisfazione dei tanti che, stanchi dell’indecisione delle istituzioni, sono scesi in piazza a manifestare la loro intenzione di essere protagonisti della rinascita della città».

Il primo quesito riguarda la quantità di macerie, sulla quale non esistono dati ufficiali. Una prima stima di Protezione civile e Vigili del fuoco parla di una forbice che solo per il comune dell’Aquila va da 1,5 a 3 milioni di metri cubi (4,5 milioni di tonnellate). Circa un terzo del totale, vale a dire 1 milione di metri cubi, si trova sulle strade, mentre 2 milioni sarebbero quelle accumulate all’interno delle case e nei cortili. Per dare il via alla ristrutturazione degli edifici, è quindi sufficiente spostare circa un terzo delle macerie: potrebbero partire, così, i lavori sui circa 10 mila edifici danneggiati tra centro storico e frazioni, con le uniche variabili dei 140 siti sotto sequestro per le inchieste della magistratura sui crolli “dolosi” e il materiale “sensibile” proveniente da edifici di pregio storico-architettonico.

Non è vero, poi, che non si conosce la classificazione del rifiuto-maceria e che non si sa come trattarlo. Già il “decreto Abruzzo” del 28 aprile 2009 prevedeva una riclassificazione delle macerie (da crollo e da demolizioni controllate) come rifiuti urbani con codice CER 20.03.99. In quanto tali, esse sono sottoposte al divieto di smaltimento fuori dall’Abruzzo e se si deciderà di “esportarle” tal quale, sarà necessario introdurre una deroga con un decreto ministeriale ad hoc. Preventivamente trattate potrebbero, invece, uscire dalla regione ed essere ospitate in impianti nel resto del Paese senza bisogno di deroghe.

Tanto i sindaci, quanto la struttura commissariale avrebbero potuto procedere alla rimozione delle macerie. Poiché il dl Abruzzo assimila le macerie ai rifiuti urbani, con un’ordinanza contingibile e urgente, i sindaci avrebbero potuto disporre la rimozione delle macerie, individuando un sito di stoccaggio temporaneo sul loro territorio. Inoltre, in base all’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri del 30 luglio 2009, “il commissario delegato può provvedere, in sostituzione dei comuni (…) alla individuazione dei siti da adibire a deposito temporaneo e selezione dei materiali derivanti dal crollo degli edifici pubblici e privati (…)”.

Da più parti si evoca una “deroga alla legislazione europea” per uscire dallo stallo. Non è chiaro a quali norme in particolare si vorrebbe derogare, dato che la legislazione in materia di rifiuti è tutta di derivazione europea. Qualora fosse, però, necessario tale provvedimento, Legambiente ritiene che non si debba mai bypassare il controllo di compatibilità ambientale né scavalcare le norme a tutela dell’ambiente e della salute.

Come e a chi assegnare il compito di sgomberare le strade dalle macerie? Diverse le ipotesi: bandi gestiti da ogni singolo Comune, un unico mega-bando, l’appalto al genio militare o ai vigili del fuoco da attivare attraverso un intervento normativo ad hoc, con un contributo ridotto o nullo di ditte private. Quest’ultima, a prima vista un’ipotesi estrema, è quella che consentirebbe, senza dubbio, tempi rapidi e una garanzia di controllo sulle operazioni che eviti il pericolo criminalità.

Il Tavolo Ambiente (costituito a fine 2009 da Regione, Provincia, Comune dell’Aquila, Arta e Forze dell’ordine) ha visitato oltre 20 siti per individuare quelli dove fare un primo smistamento delle macerie, per avviarle alla giusta filiera di trattamento, e quelli dove installare impianti per il trattamento degli inerti per produrre aggregati riciclati. Prima di essere “tombate” le macerie vanno, infatti, trattate, selezionando i soli inerti ed escludendo qualsiasi materiale diverso e in particolare eventuali rifiuti pericolosi. Per la prima fase sono stati finora individuati 3 siti, di proprietà pubblica: l’ex Teges di Paganica, che lavora circa 500 tonnellate al giorno e potrebbe arrivare a mille, uno a Bazzano (frazione dell’Aquila) e uno a Barisciano, entrambi in via di allestimento. Per la seconda fase, il Tavolo Ambiente ha giudicato idonei 6 siti abruzzesi (in parte cave dismesse, in parte di cave ancora in attività con porzioni da riempire) tutti privati, che verranno messi in gara.

Secondo Legambiente, per il trattamento e il riciclo degli inerti va data priorità allo smaltimento nel territorio abruzzese. È, inoltre, indispensabile incentivare la filiera del riciclo degli inerti sia in edilizia (per la ricostruzione post-terremoto e nei cantieri di tutta Italia), sia per il ripristino delle cave dismesse: un’importante opportunità per il rilancio dell’economia aquilana, oltre che per la riqualificazione del settore estrattivo. L’Abruzzo è, infatti, la regione italiana che produce la maggior quantità di inerti pro capite, con 8.500.000 i metri cubi di sola ghiaia e sabbia estratti ogni anno. Le macerie aquilane potrebbero contribuire dunque alla produzione di materiale riciclato e limitare l’attività estrattiva ai fini della ricostruzione. Per questo, Regione e Governo valutare l’opportunità di misure di defiscalizzazione e incentivazione dell’utilizzo di aggregato riciclato in edilizia, con direttive o leggi specifiche, e al contempo rendere sempre meno conveniente il materiale di cava.

«Se si renderà necessario il trasporto fuori dall’Abruzzo – sottolineano Cogliati Dezza e Di Matteo – gli impianti destinatari dovranno essere esclusivamente quelli in cui si effettua il trattamento e il recupero degli inerti. Non è pensabile che si esportino le macerie fuori dal territorio nazionale».

Clicca qui per scaricare il dossier

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

A Paglieta un convegno sulle energie aternative

Comunicati Stampa Nessun Commento »

Il circolo Legambiente Paglieta conclude la Settimana Amica del Clima, la campagna sugli effetti dei mutamenti climatici e le buone pratiche utili a diminuire le emissioni di gas serra, con il convegno “Quale energia? Efficienza, risparmio e fonti rinnovabili” che si svolgerà domenica 28 febbraio a partire dalle 17 presso la scuola elementare di via Garibaldi a Paglieta.

Leggi tutto il comunicato »

Ancora allarme Pm10, Pescara al limite dei superamenti

Comunicati Stampa Nessun Commento »

bus

Trofeo Tartaruga: il più lento è l’autobus.

Pescara, 22 febbraio 2010 – In occasione della campagna sull’inquinamento atmosferico “Mal’Aria”, Legambiente Abruzzo ha organizzato questa mattina il Trofeo Tartaruga, l’appuntamento annuale che registra i tempi di percorrenza nella città di Pescara.
Sei volontari, di cui quattro giovani abruzzesi che hanno scelto Legambiente Abruzzo per il servizio civile, sono stati cronometrati nel tragitto di 2,8 Km che separa il punto di partenza (l’incrocio tra il Palaelettra e via Marconi) dal traguardo (piazza Sacro Cuore).

I primi tre mezzi classificati sono stati lo scooter, con 9 minuti, la bicicletta con 13 minuti e l’auto, con 17 minuti. I più lenti il pedone (21 minuti) e il volontario in autobus, che ha impiegato 31 minuti.


Leggi tutto il comunicato »

A Torino menzione speciale per il cortometraggio “Legambiente per L’Aquila”

Comunicati Stampa Nessun Commento »

operazioni2

Nella spettacolare cornice del Museo Nazionale del Cinema di Torino, domenica 14 febbraio si è tenuta la cerimonia di premiazione della XIII edizione del Fi@mp, il Festival Internazionale dell’Audiovisivo e del Multimediale sul Patrimonio culturale che si propone di sostenere e sviluppare la realizzazione e diffusione delle produzioni audiovisive, film e video, CD-rom, dvd, siti web realizzati da soggetti e istituzioni a tutela del proprio patrimonio culturale.

A Legambiente Abruzzo è stata assegnata la Menzione speciale per il miglior Cortometraggio, per la produzione del video reportage “Legambiente per L’Aquila”, “perché testimonia – come si legge nella motivazione – la capacità di lottare per salvare il patrimonio culturale anche di fronte anche di fronte alle peggiori catastrofi”.

Leggi tutto il comunicato »

Sisma Abruzzo: il presunto malaffare intorno alla tragedia aquilana

Comunicati Stampa Nessun Commento »

Angelo Di Matteo: «Fondamentale fugare ogni dubbio e ristabilire le regole ordinarie»

In merito all’inchiesta sulle Grandi Opere e sulle Grandi Emergenze e sui presunti casi di malaffare intorno alla tragedia aquilana il presidente di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo dichiara quanto segue:

«Dalle intercettazioni relative all’indagine sembra trasparire un sistema inquietante di sciacallaggio costituito da imprese e funzionari dello Stato che, oltre ad offendere la dignità dell’intera popolazione abruzzese, getta ombre preoccupanti sul malaffare che si è mobilitato intorno alla tragedia del terremoto. Ci auguriamo che la protezione civile, con una seria operazione trasparenza, possa fugare ogni dubbio sulla correttezza del suo operato e garantire che quanto prefigurato dalle intercettazioni telefoniche non sia realmente accaduto. La vicenda nel suo insieme dimostra quanto sia necessario superare le autorità straordinarie, che con le deroghe alle leggi possono dar vita a vere e proprie zone grigie dove maggiore è il pericolo di illegalità. Pertanto, anche nella vicenda aquilana occorre ristabilire le regole ordinarie, limitando al massimo le forme di commissariamento e riaffidando i poteri ai sindaci ed alle autorità locali».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Traffico illegale rifiuti: richiesta specifica commissione speciale di inchiesta.

Comunicati Stampa Nessun Commento »

Operazione Spiderman:
l’Abruzzo di nuovo cabina di regia di un traffico illecito di rifiuti

Legambiente:
«Sempre più necessaria un’operazione trasparenza da parte delle imprese»

Appello alla Regione per l’istituzione di una specifica commissione speciale d’inchiesta.

«L’Abruzzo è di nuovo cabina di regia di uno sporco affare nella gestione dei rifiuti: fatto gravissimo che va affrontato con urgenza e fermezza». Questo è il commento del presidente di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo alla notizia dei 22 avvisi di garanzia e degli 8 provvedimenti restrittivi emessi dalla Procura di Lanciano nell’ambito dell’“Operazione Spiderman” condotta dai Carabinieri del NOE di Pescara.

«Siamo ormai di fronte ad una vera e propria emergenza – continua Di Matteo – L’Abruzzo è sempre più crocevia di organizzazioni dedite al traffico illecito di rifiuti con diramazioni in diverse altre regioni del territorio nazionale. Fatto, questo, ulteriormente confermato anche dalla concomitante operazione del NOE di Grosseto “Golden Rubbish”, che ha evidenziato il coinvolgimento della nostra regione in un altro grave caso di carattere nazionale».

Leggi tutto il comunicato »

Impugnata la legge regionale anti-pozzi: e ora che farà il Governatore Chiodi?

Comunicati Stampa Nessun Commento »

6 febbraio 2010 - La decisione del Governo Berlusconi di impugnare anche la legge predisposta dal Governatore Chiodi apre degli scenari inquietanti.

Come sta avvenendo per l’energia nucleare, infatti, il Governo nazionale sembra intenzionato a privare le comunità locali, anche nella loro massima rappresentanza quali sono le Regioni, di qualunque potere decisionale su una materia fondamentale come la produzione energetica che pure si caratterizza per avere pesanti ricadute sul territorio, sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sulle loro attività economiche.

La legge approvata dalla Regione Abruzzo – che, come si è fatto notare sin dalla sua presentazione, lasciava irrisolta la questione delle ricerche petrolifere a mare – riusciva però a tutelare il territorio regionale ed arrivava dopo l’impugnazione, sempre da parte del Governo Berlusconi, di una legge approvata sotto la precedente maggioranza regionale di centrosinistra.

Proprio per superare il problema della presunta incostituzionalità, il Governatore Chiodi era stato incaricato all’unanimità nella prima seduta del consiglio regionale di predisporre una legge ricercando la collaborazione del Ministro per gli Affari regionali e le autonomie locali.

Leggi tutto il comunicato »

Il codino della Yamaha di Valentino Rossi all'asta per l'Abruzzo

Comunicati Stampa Nessun Commento »

Il codino della Yamaha YZR-M1 2009 di Valentino Rossi all’asta su internet, da oggi sul sito curato da Legambiente www.forzaabruzzo.it, per allestire un laboratorio mobile per le emergenze nella regione drammaticamente colpita dal sisma del 6 aprile scorso.

“C’è un po’ di Abruzzo nel mio nono titolo mondiale” dice il grande campione. “Non ho mai dimenticato le immagini del terremoto e dell’immane tragedia che ne è seguita. Questo è un modo per dire alle persone coinvolte che non le dimentichiamo, che vogliamo impegnarci per sostenere la rinascita dell’Aquila e dei comuni limitrofi distrutti dal sisma. E’ anche un invito a ripartire, a puntare sui giovani, sugli studenti, per tornare a far correre quella terra e quella gente straordinaria”.

“A essere messe in vendita saranno le due parti del codino della Yamaha con cui ho corso in Qatar - spiega Valentino -. In quella gara d’aprile, per sottolineare la mia vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma, avevo messo sul codino della Yamaha la scritta ‘Forza Abruzzo’”.

Ora quella parte terminale è stata tagliata in due, entrambi i pezzi autografati e trasformati in opere d’arte d’eccezione. I due vincitori dell’asta, che rimarrà aperta fino alle ore 10.00 del 5 aprile, contribuiranno con i soldi versati per l’acquisto all’allestimento di un laboratorio mobile realizzato da Legambiente e dall’Università dell’Aquila, in collaborazione con gli studenti, e dotato delle più avanzate tecniche di gestione territoriale per l’identificazione degli obiettivi sensibili. La sua mobilità permetterà di gestire l’emergenza, coordinando le operazioni direttamente sul campo.
“In un paese geologicamente e morfologicamente giovane e fragile come l’Italia - dice il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - i rischi cui la popolazione e i beni sono esposti sono innumerevoli: frane, alluvioni, vulcani, terremoti, incendi, inquinamento. È necessario quindi avere le maggiori informazioni nel minor tempo possibile, al fine di identificare le criticità: l’incolumità delle persone, il monitoraggio di possibili inquinanti, ma anche la tutela dei beni artistici e architettonici”.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Legambiente diffida il Comune di Rocca San Giovanni

Comunicati Stampa Nessun Commento »

«Secondo un detto popolare parla per primo chi ha torto ed il sindaco di Rocca San Giovanni sembra non essere venuto meno alla tradizione». Inizia così il commento di Angelo Di Matteo, presidente regionale di Legambiente Abruzzo, in riferimento alle dichiarazioni del sindaco di Rocca San Giovanni in merito alla vicenda della tanto discussa “valorizzazione dell’area della Foce”.

«Per porre rimedio al fallimento della scelta urbanistica di valorizzare l’area della Foce con la realizzazione di residence ed impianti sportivi – continua il presidente – il sindaco ha assunto una posizione “gattopardesca” a difesa dell’ambiente, in piena contraddizione con quanto da lui stesso sostenuto ed approvato. Il bando di gara è infatti andato deserto semplicemente perché il progetto non era realizzabile: esso era e resta in piena contraddizione con le normative ambientali riguardanti la sicurezza idraulica, le opere a mare e soprattutto la valutazione di impatto ambientale. Questioni, queste, che l’associazione aveva da tempo segnalato all’amministrazione comunale e che, non recepite in fase di progettazione preliminare, hanno costretto Legambiente a diffidare formalmente il Comune di Rocca San Giovanni».

Legambiente ha pubblicamente riconosciuto più volte la lungimiranza dell’amministrazione nella gestione del territorio: capacità questa, che l’ha spesso contraddistinta nel panorama regionale e talvolta nazionale, e che l’ha premiata anche in termini di ricaduta economica.

«Occorre continuare a percorrere la strada della sostenibilità – conclude Angelo Di Matteo – limitando i consumi ulteriori di suolo e di risorse naturali, e puntando alla piena valorizzazione della Costa Teatina: una strategia territoriale di ampio respiro che vede proprio l’amministrazione comunale di Rocca San Giovanni in prima linea. Non resta quindi che ritirare il progetto e ripensare in chiave sostenibile l’intervento».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it