Archivio gennaio, 2010

Abruzzo, la "fabbrica delle spiagge"

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Legambiente: «Non è questa la risposta per la protezione e ricostruzione delle spiagge erose dal mare»

L’erosione delle nostre spiagge è il risultato di una cattiva gestione della costa, spesso volta a cercare la soluzione di singoli problemi con azioni atte a soddisfare interessi immediati ma che si sono dimostrati essere inefficaci e controproducenti in tempi più lunghi.

A questo proposito Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo, dichiara: «Questa pratica di interventi sui sistemi costieri, privi di una visione complessiva che guardi alle cause dell’erosione (politiche speculative fondiarie, cementificazione dei fiumi, ecc.) e privi dell’attuazione del piano integrato di gestione della costa, è deleteria e comporta di fatto solo sperpero di denaro pubblico (milioni di euro), senza risolvere il problema, spesso vanificato dalla prima mareggiata, che invece potrebbe essere meglio investito nella riqualificazione e valorizzazione di tutto il litorale».

Quindi, non è questa la politica giusta per la protezione e ricostruzione delle spiagge erose dal mare. Basta ricordare gli interventi già fatti sui litorali di Casalbordino e Torino di Sangro nei precedenti anni, rivelatisi poi inutili se non addirittura dannosi.

«Inoltre – dichiara Fausta Nucciarone, il presidente del Circolo Legambiente di Vasto – il sito selezionato a Vasto a ridosso della riserva naturale di Punta Aderci evidenzia ulteriori potenziali problematiche legate alla distanza dalla spiaggia “attiva”, alla profondità e volume dei prelievi: ciò potrebbe comportare conseguenze negative per tutti gli operatori seri che hanno un interesse alla reale risoluzione del problema dell’arretramento delle spiagge, in visione anche di una valorizzazione dell’ambiente naturale».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Il dossier Mal'Aria di città apre la campagna annuale sull'inquinamento atmosferico

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Legambiente: «Le istituzioni spingano per un piano integrato di trasporto pubblico»

L’emergenza smog è una realtà quotidiana. Milioni di marmitte sputano monossido di carbonio, piombo, idrocarburi policiclici aromatici, benzene, polveri sottili. Per alcune aree del nostro Paese a questo cocktail micidiale si aggiungono composti chimici, tossici, e in alcuni casi cancerogeni, emessi da fonti industriali.

Con Mal’Aria di città, il dossier di Legambiente in collaborazione con il sito www.lamiaaria.it, si apre oggi la campagna annuale sull’inquinamento atmosferico che a partire da febbraio per oltre due mesi attiverà manifestazioni e iniziative in tutta Italia, per sensibilizzare e informare i cittadini sul problema, con denunce mirate e proposte concrete per i diversi territori.

In tutta Italia il traffico è sempre più congestionato da un parco macchine che non ha pari in Europa; il trasporto pubblico è scarsamente attrattivo e gli spazi dedicati ai pedoni o ad altre tipologie di trasporto sono sempre di meno. L’Abruzzo, purtroppo, non è da meno: come si può vedere da tabella allegata, nel 2009 si colloca in posizione intermedia rispetto al superamento del limite medio giornaliero dei Pm10 (50 µg/m3): tra le 88 città italiane che sono state monitorate dal dossier, Pescara è tra le prime cinquanta, in 35esima posizione, con 60 superamenti rilevati dalla centralina di via Sacco, mentre Teramo e L’Aquila si collocano tra le ultime posizioni, con rispettivamente 17 e 8 superamenti, questi ultimi, però, antecedenti al sisma del 6 aprile. I dati sulla città di Chieti non sono disponibili. Considerando che ogni anno sono consentiti 35 superamenti del limite medio giornaliero, i riflettori cadono inevitabilmente sul capoluogo adriatico.

«Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell’aria è purtroppo ancora lontano – commenta Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte delle amministrazioni locali e dal governo centrale per contribuire a migliorarla. A Pescara, in particolare, ancora si fa troppo poco per alleggerire l’area urbana dal traffico dei veicoli privati: le attuali condizioni di congestione dell’intera area metropolitana incidono ancora negativamente sui tempi di spostamento, sulla qualità dell’aria e sui livelli di rumore».
Nell’ambito delle politiche della mobilità urbana Legambiente auspica un piano di mobilità che potenzi il trasporto pubblico, contenendo l’utilizzo dei veicoli privati e incentivando gli spostamenti con mezzi a basso impatto ambientale. L’istituzione del biglietto unico ad orario da parte dei gestori del servizio pubblico urbano per la macro area Chieti - Pescara è sicuramente un segnale positivo. Ora spetta alle pubbliche amministrazioni incoraggiare all’uso del trasporto pubblico; incrementare la diversificazione dei servizi, come il sistema di condivisione di auto e biciclette, il taxi collettivo e il bus a chiamata; e migliorare la mobilità ciclabile. Il tutto, se sorretto da un sistema di parcheggi di interscambio periferici, andrà anche a favorire un turismo sostenibile che potrà spostarsi in aereo e in treno perché potrà avvalersi più facilmente della mobilità leggera presente sul territorio».

«Il primo intervento, veloce e economicamente non impegnativo – spiega Antonio Sangiuliano, della segreteria regionale – consisterebbe nell’assicurare al trasporto pubblico di superficie una maggiore fluidità estendendo il più possibile la rete di corsie preferenziali, con due risultati immediati quasi a costo zero: la sottrazione di spazio alle automobili e una reale concorrenzialità del bus rispetto alle vetture private. In occasione del Treno Verde 2009, lo scorso marzo, i volontari di Legambiente sono scesi tra le vie di Pescara, per contare i veicoli che transitavano “abusivamente” sulle corsie destinate agli autobus pubblici. Il risultato del rilevamento effettuato in tre punti diversi della città è stato disastroso: in un’ora di monitoraggio (dalle ore 11 alle 12) si è arrivati complessivamente a 976 infrazioni, che riguardavano automobili, motorini e camion».

«A Teramo la situazione risente dell’assenza di una pianificazione urbana – aggiunge Giuliano Di Gaetano, del direttivo regionale di Legambiente – insieme ad una crescita esponenziale della motorizzazione privata, all’inefficienza dei sistemi di mobilità collettiva e alla mancanza di politiche per una mobilità sostenibile».

Mal’Aria 2010

www.lamiaaria.it è il portale che presenta le previsioni dell’inquinamento atmosferico per tutti gli 8100 comuni italiani, con i consigli su come comportarsi in presenza di inquinamento dell’aria. L’obiettivo de LaMiaAria è far sì che tutti i cittadini siano informati in modo chiaro e comprensibile sulla qualità dell’aria che respirano (info: 0698268186)

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it