Archivio dicembre, 2009

A Pescara il 18 dicembre un brindisi per il clima

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Pescara, 17 dicembre 2009. Unitamente a tutto il resto di Italia anche in Abruzzo Legambiente festeggia la chiusura della Conferenza di Copenhagen con un brindisi beneaugurale.

Domani venerdì 18 dicembre a partire dalle 16 in piazza della Rinascita ci sarà uno stand per continuare a discutere di energie rinnovabili, emissioni di CO2, nucleare, con la possibilità di sottoscrivere la petizione “SOLE PER TUTTI”.

Alle 17.30 i Circoli e la Segreteria di Legambiente Abruzzo sullo sfondo dello striscione “FERMIAMO LA FEBBRE DEL PIANETA” lanceranno con i cittadini un brindisi di buon augurio perché Copenaghen rappresenti una svolta nell’impegno di tutti contro i cambiamenti climatici.

Sono stati invitati i rappresentanti della Provincia e del Comune di Pescara.

Negli ultimi anni, infatti, le principali agenzie per l’ambiente mondiali hanno riscontrato una netta accelerazione dei fenomeni causati dal surriscaldamento globale, sottolineando che le conseguenze dei cambiamenti climatici sulle persone e sulla natura sono già oggi più rapide e gravi di quanto previsto. Il pianeta sta attraversando una fase critica, da cui è possibile uscire solo attraverso un rapido intervento concertato a livello globale.

«La febbre che abbiamo fatto venire alla nostra Terra va fermata – dichiara Angelo Di Matteo, presidente Legambiente Abruzzo – La questione globale del clima incide nelle scelte locali di sviluppo, i governi devono fissare nuove regole e noi cittadini dobbiamo impegnarci, cominciando dal rivedere i nostri stili di vita, a ridurre le emissioni inquinanti che ogni giorno mandiamo in atmosfera».

«Le iniziative che Legambiente ha promosso in vista della Conferenza di Copenaghen – dichiara Antonio Sangiuliano, membro della segretaria regionale di Legambiente – vanno proprio nella direzione di allargare l’informazione tra i cittadini sui cambiamenti climatici, sull’importanza di un accordo internazionale per la riduzione dei gas serra e sulle responsabilità individuali. Un pianeta libero dalla dipendenza delle fonti fossili è possibile e l’Abruzzo, al centro di una difficile e complessa vertenza petrolifera – continua Antonio Sangiuliano – deve dare risposte all’altezza delle sfide globali. Uscire dal petrolio significa infatti che la Regione si doti al più presto di due strumenti di pianificazione essenziali, il Piano Energetico Ambientale Regionale che sviluppi al massimo le fonti rinnovabili, ed il Piano Regionale Integrato dei Trasporti che sposti l’asse della mobilità dalla gomma al ferro».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Appello di Legambiente e WWF ai consiglieri regionali: lavorare insieme per trovare la soluzione migliore per bloccare la deriva petrolifera

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In vista della ormai prossima discussione in Consiglio regionale sulle proposte di legge sulle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi, WWF e Legambiente rivolgono un appello a tutti i consiglieri regionali affinché ci sia un pronunciamento forte ed unanime per bloccare la deriva petrolifera in Abruzzo, sia a terra che in mare.
Mancano ormai solo due settimane al 31 dicembre 2009 quando terminerà la moratoria di fatto introdotta dalla legge del marzo 2008 (la cosiddetta Legge blocca Centro Oli): purtroppo si è accumulato un grande ritardo ed è quindi necessario agire in fretta e bene.

L’auspicio delle associazioni è che i consiglieri lavorino insieme per giungere ad una legge efficace che garantisca un futuro sostenibile all’Abruzzo.

Dopo la proposta di legge a firma del Presidente Chiodi, anche partiti di minoranza hanno presentato ulteriori proposte di legge. È la prova dell’interesse e dell’attenzione che giustamente ci sono su questo tema: si tratta ora di lavorare tutti per il bene comune, superando ogni battaglia di posizione così da dare un segnale chiaro ed univoco di tutto l’Abruzzo alle multinazionali del petrolio ed al governo centrale.

Un pronunciamento forte di tutto il Consiglio regionale e la grandissima mobilitazione che in questi ultimi anni ha visto fianco a fianco associazioni ambientaliste, comitati locali, associazioni di categorie, enti locali, forze produttive e singoli cittadini, riusciranno nell’intento di salvaguardare l’Abruzzo dei parchi e della qualità.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Blitz sul ponte del mare - rassegna stampa

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Legambiente a Pescara saluta la Conferenza sul Clima di Copenhagen

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“Blitz” sul Ponte del mare di Pescara quale buon auspicio per fermare la febbre del pianeta

Appello alla Regione Abruzzo per dotarsi del Piano Energetico Ambientale Regionale e del Piano Regionale Integrato dei Trasporti

Pescara, 9 dicembre 2009. Anche in Abruzzo Legambiente saluta la Conferenza di Copenhagen con un’iniziativa spettacolare. Un enorme striscione, alto 15 metri e largo 2, con la scritta Fermiamo la febbre del pianeta è stato steso questa mattina dall’appena inaugurato Ponte del Mare di Pescara per richiamare l’attenzione degli abruzzesi sui temi dei mutamenti climatici in discussione nella capitale danese.

Nel summit delle Nazioni Unite, i capi di Stato di tutti i Paesi del mondo stanno trattando un nuovo accordo globale sul clima che, nel percorso di lotta ai cambiamenti climatici avviato con il Protocollo di Kyoto, richiede oggi la definizione di nuovi ambiziosi obiettivi per la riduzione dei gas a effetto serra.

«Da Copenaghen ci aspettiamo un impegno ed un messaggio di speranza per il futuro – dichiara Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – La mobilitazione messa in campo per tutta la durata del vertice ha come obiettivo far sentire forte la voce di chi chiede ai governanti di impegnarsi per costruire una vasta alleanza e giungere ad un accordo per salvare il futuro del pianeta, adoperandosi in politiche di riduzione dei consumi e di efficienza energetica, di incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili e di miglioramento e razionalizzazione delle reti dei trasporti ».

Negli ultimi anni, infatti, le principali agenzie per l’ambiente mondiali hanno riscontrato una netta accelerazione dei fenomeni causati dal surriscaldamento globale, sottolineando che le conseguenze dei cambiamenti climatici sulle persone e sulla natura sono già oggi più rapide e gravi di quanto previsto. Il pianeta sta attraversando una fase critica, da cui è possibile uscire solo attraverso un rapido intervento concertato a livello globale.

«La febbre che abbiamo fatto venire alla nostra Terra va fermata – continua Angelo Di Matteo. La questione globale del clima incide nelle scelte locali di sviluppo, i governi devono fissare nuove regole e noi cittadini dobbiamo impegnarci, cominciando dal rivedere i nostri stili di vita, a ridurre le emissioni inquinanti che ogni giorno mandiamo in atmosfera».

Per questo sabato 12 dicembre di Legambiente Abruzzo terrà uno stand informativo che opererà in piazza Salotto a Pescara dalle 10 alle 16. In quel punto sarà possibile aderire alla petizione “100 piazze per il clima” per incoraggiare lo Stato italiano a favorire il risparmio energetico con il sostegno alle fonti rinnovabili. Stand informativi saranno organizzati nello stesso giorno anche nelle piazze di Farindola, Chieti, Francavilla al mare, Vasto, Atessa, Fara San Martino, Lanciano, Paglieta, Pretoro, Scerni, Scafa, Teramo, Guardia Vomano, Silvi, Avezzano, Sulmona e nel piazzale della stazione di L’Aquila.

Appuntamento poi venerdì 18 dicembre verso le 18 circa per un brindisi collettivo di tutti i circoli abruzzesi, sempre in piazza Salotto, festeggiato da Legambiente in ogni parte di Italia in occasione della chiusura della Conferenza.
«Le iniziative che Legambiente ha promosso in vista della Conferenza di Copenaghen – dichiara Antonio Sangiuliano, membro della segretaria regionale di Legambiente – vanno proprio nella direzione di allargare l’informazione tra i cittadini sui cambiamenti climatici, sull’importanza di un accordo internazionale per la riduzione dei gas serra e sulle responsabilità individuali».

Legambiente ha scelto lo scenario del Ponte del mare per presentare il programma delle iniziative che per l’occasione è stato eletto a simbolo di futuro in quanto dedicato interamente alla mobilità ciclopedonale.
I trasporti rappresentano infatti, uno dei settori energetici che, per via dei consumi di combustibili fossili, maggiormente contribuiscono alle emissioni in atmosfera.

«Un pianeta libero dalla dipendenza delle fonti fossili è possibile e l’Abruzzo, al centro di una difficile e complessa vertenza petrolifera – continua Antonio Sangiuliano – deve dare risposte all’altezza delle sfide globali. Uscire dal petrolio significa infatti che la Regione si doti al più presto di due strumenti di pianificazione essenziali, il Piano Energetico Ambientale Regionale che sviluppi al massimo le fonti rinnovabili, ed il Piano Regionale Integrato dei Trasporti che sposti l’asse della mobilità dalla gomma al ferro».

La coalizione In marcia per il clima è composta da Legambiente, Acli, Acli Ambiente-Anni Verdi, Adoc, AIAB, Altreconomia, Ambiente e Lavoro, Amici della Terra, ARCI, Arci caccia/CSAA, Arci Servizio Civile, Arciragazzi, Associazione Ong Italiane, Auser, Banca popolare Etica, CGIL, CIA, CISL, Cittadinanzattiva, Civitas, Coldiretti, Ctm Altromercato, CTS, Ecologia e lavoro, Fa’ la cosa giusta!, FAI, Fairtrade Italia, Fair, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Federparchi, FIAB onlus, FOCSIV, Forum Ambientalista, Forum Nazionale Terzo Settore, Greenpeace Italia, Italia Nostra, LAV, Lega Consumatori, Lega Pesca, Libera, Lipu, MDC, Medici per l’ambiente, Movimento Consumatori, Sbilanciamoci, Slow Food Italia, Tavola della Pace, Terra futura, Terra! Onlus, Terra quotidiano ecologista, Terre di Mezzo, UIL, UISP, Unione degli studenti, VAS, WWF.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Legambiente e WWF contro la deriva petrolifera - rassegna stampa

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Abruzzo petrolifero: appello al Consiglio regionale da Legambiente e WWF per un miglioramento del testo di legge e per un’espressione di unanimità di voto

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LEGAMBIENTE e WWF esprimono soddisfazione
per la proposta di legge della Giunta regionale

Buona la risposta per la situazione a terra
Indispensabile la redazione di un Piano di Gestione Integrata della Zona Costiera

Appello al Consiglio regionale
per un miglioramento del testo di legge e per un’espressione di unanimità di voto

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L’Abruzzo delle qualità contrapposto alla deriva petrolifera regionale. Questa mattina Legambiente e WWF hanno tenuto a Pescara una conferenza stampa sulla proposta di legge regionale “Provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale” avanzata dalla Giunta regionale, su iniziativa del presidente Gianni Chiodi, a contrasto della petrolizzazione del territorio abruzzese.

Le associazioni, rappresentate da Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo, e Dante Caserta, consigliere nazionale di WWF Italia, hanno espresso un giudizio di carattere politico favorevole sull’iniziativa di legge che, in maniera chiara, contrappone alla deriva petrolifera regionale l’Abruzzo delle qualità. Il confronto tra le aree interessate da richieste di concessione per ricerche ed estrazioni di idrocarburi e le aree sulle quali la proposta di legge esclude tali attività evidenzia, infatti, la volontà dell’Abruzzo di non lasciare spazi alla deriva petrolifera.

«Si tratta di un provvedimento importante – sottolineano i rappresentanti dei due sodalizi ambientalisti – che, a poco più di venti giorni dalla scadenza della moratoria stabilita dalla Legge Regionale n. 14 del 2008, mette di nuovo freno agli interessi delle compagnie petrolifere ed al progetto del Centro oli dell’Eni di Ortona. La proposta assume un valore politico rilevante in quanto, la regione Abruzzo ribadisce una scelta di campo che non pone dubbi sulla vocazione territoriale regionale in quanto, le attività di sfruttamento del sottosuolo sono vietate proprio a tutela della pianificazione esistente, dell’ambiente naturale e dell’agricoltura di qualità e del principio di precauzione sul rischio sismico ed idrogeologico».

Da un punto di vista tecnico le associazioni, dopo aver analizzato nel dettaglio i contenuti, hanno espresso la necessità di integrare e migliorare la proposta di legge in sede di discussione in Consiglio regionale in quanto la norma presenta alcune imprecisioni terminologiche, non risolve il problema delle concessioni di estrazioni già rilasciate e, soprattutto, non reca alcun riferimento alla situazione a mare, dove gli interessi delle compagnie petrolifere sono maggiori e più pressanti.

Lo strumento per bloccare anche a mare il proliferare di piattaforme estrattive può essere individuato nel Piano di Gestione Integrata della zona costiera.

«La Regione deve impegnarsi – continuano i rappresentanti delle due associazioni – a redigere il Piano di Gestione Integrata della zona costiera, strumento previsto dalla disciplina comunitaria e nazionale, capace di valutare nello specifico anche gli influssi delle attività petrolifere sul sistema costiero. È necessario costituire un modello partecipativo di stampo europeo che metta allo stesso tavolo interessi e competenze: le intese così costruite potranno preparare la strada ad un piano integrato di gestione».

Attraverso l’introduzione nella legge di un nuovo articolo, la Regione può impegnarsi a predisporre tale strumento entro tempi brevi e certi, disponendo, nelle more della sua approvazione, una moratoria che blocchi gli iter autorizzativi avviati.

Purtroppo, da un lato, i ritardi con cui si è intervenuti, dall’altro, la volontà del Governo italiano di individuare nell’Abruzzo un distretto minerario, hanno reso la situazione estremamente complessa, per cui è necessario dare un segnale politico forte ed inequivocabile nella direzione manifestata da tempo da cittadini, comitati, associazioni ambientaliste, associazioni di categoria, enti locali, realtà produttive.

«Sappiamo che anche altre forze politiche stanno predisponendo proposte di legge in questa direzione - hanno aggiunto i rappresentanti di Legambiente e WWF – Questo è sicuramente un bene perché nella discussione in Consiglio Regionale si potrà migliorare il testo presentato dal Presidente Chiodi. Tutti devono collaborare per giungere ad una legge condivisa, confermando quell’unità che, nonostante i distinguo di merito, non mancò al momento dell’approvazione della precedente legge regionale poi impugnata dal Governo Berlusconi».

Nella discussione del Consiglio si potrà ribadire anche la necessità di dotare la Regione di tutti quegli strumenti di pianificazione (Piano Energetico Ambientale Regionale) e di valutazione (ambientale, strategica e sanitaria), indispensabili per consolidare la scelta di mantenere l’Abruzzo una regione libera dal petrolio.

La mobilitazione della società abruzzese è ad un passo dal segnare un nuovo importante punto a tutela del territorio, come era già accaduto con il terzo traforo del Gran Sasso, la distribuzione di acqua dai campi pozzi a valle della megadiscarica di Bussi o con il prelievo di acqua da fiumi abruzzesi per venderla alla Puglia: è ora indispensabile compiere un ulteriore sforzo per rendere realtà le volontà manifestate e gli impegni assunti.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Petrolio: plauso per la proposta di legge del Presidente Chiodi

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La proposta di legge del Presidente Chiodi è un primo passo importante per l’Abruzzo.

Esprimiamo soddisfazione per la proposta di legge presentata ieri dal Presidente Chiodi.
Si tratta di un atto che abbiamo richiesto più volte in quest’ultimo anno e che sicuramente aiuta la battaglia contro la deriva petrolifera nella nostra regione, esprimendo una volontà di difendere l’Abruzzo dei parchi e dell’agricoltura di qualità.

Ora è importante che tutto il Consiglio regionale si adoperi per arrivare ad una rapida approvazione della legge, migliorandola laddove sarà necessario.

Resta poi il dato delle estrazioni a mare su cui si dovrà intervenire per evitare che tutto il mare prospiciente la costa abruzzese sia invaso da piattaforme.

Naturalmente ci ripromettiamo di procedere ad una più attenta valutazione della portata della normativa, confrontando le aree che il disegno di legge esclude da prospezione, ricerca, estrazione e prima lavorazione di olio combustibile con le concessioni che riguardano ormai il 50% del territorio abruzzese.

Oggi però riteniamo che tutto il movimento che si batte contro la petrolizzazione dell’Abruzzo, fatto da associazioni ambientaliste, comitati, enti locali, associazioni di categoria, cantine sociali e singoli cittadini, possa ritenersi soddisfatto e possa trovare motivazioni ulteriori per continuare la battaglia verso uno sviluppo che punti sulle produzioni ed il turismo di qualità e che privilegi l’efficienza ed il risparmio energetico, la mobilità sostenibile e la produzione da fonti rinnovabili.

Dante Caserta – Consigliere nazionale WWF Italia

Angelo Di Matteo – Presidente Legambiente Abruzzo

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Rimuovere subito le macerie per far ripartire il territorio

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L’Aquila, 1 dicembre 2009 - «Risparmio è il concetto chiave per una ricostruzione rapida e sostenibile del territorio colpito dal sisma del 6 aprile. A partire dal suolo sottratto alla nuova cavazione e alla speculazione edilizia. E questo è anche il criterio che deve caratterizzare l’intera filiera del trattamento delle macerie, che vanno immediatamente rimosse per consentire la rinascita dei centri storici».

Per il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, che ha preso parte oggi al convegno “L’Aquila rinasce dalle macerie” organizzato dal Comune de L’Aquila e Rinnovabili.it, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio devono essere le nuove fondamenta per la pianificazione del post-terremoto.

«Il territorio aquilano ha già pagato il suo dazio a cavatori e speculatori prima del sisma – prosegue Vittorio Cogliati Dezza – ora la ricostruzione non deve rappresentare il lasciapassare a un ricorso indiscriminato all’estrazione di inerti e alla ulteriore cementificazione. Alla solita risposta del consumo di suolo dobbiamo contrapporre la gestione sostenibile delle risorse e una progettazione attenta e partecipata, ma prima va superato il collo di bottiglia che impedisce di riavviare la macchina della ricostruzione: gli enti locali devono provvedere subito a individuare i siti di stoccaggio temporaneo per le macerie».

Legambiente, che con Libera e Provincia dell’Aquila ha attivato l’Osservatorio “Ricostruire pulito”, sta contribuendo al monitoraggio degli appalti e delle infiltrazioni malavitose, ma anche all’individuazione di buone pratiche eco-sostenibili per far ripartire il territorio puntando sulle rinnovabili, sull’efficienza energetica e sul riciclaggio degli inerti derivati dalle macerie.

«L’Aquila e gli altri comuni colpiti dal sisma – riprende il presidente di Legambiente – hanno tutte le carte in regola per trovare le energie necessarie a trasformare la tragedia in un’occasione di riscatto sociale ed economico che passi attraverso una vera rivoluzione in chiave ecologica. Un’operazione irrealizzabile senza il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni, ma anche di imprese e università. Questo è il modello Abruzzo che ci piace».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it