Archivio ottobre, 2009

XVI Ecosistema Urbano: In Abruzzo la rimonta è di un solo capoluogo

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Lunedì 26 ottobre 2009 - La città di Chieti guadagna la 43esima posizione in oltre 100 capoluoghi esaminati dalla XVI edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto annuale di Legambiente realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e il contributo editoriale de Il Sole 24 ore. L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria copre tutte le principali componenti ambientali presenti in una città: aria, acque, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio e verde urbano, energia, politiche ambientali pubbliche e private.

Sono considerati tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali quanto la capacità di gestione ambientale. A questi 27 parametri principali si aggiunge infatti la capacità di risposta al questionario inviato da Legambiente: questo resta un criterio premiante e vale fino a due punti percentuali del punteggio finale.

La ricerca ancora una volta vede primeggiare su scala nazionale solo comuni del Centro-Nord, mentre il Meridione resta ancora indietro.

Chieti nello specifico è l’unico comune abruzzese ad essere salito di 16 posizioni; L’Aquila ne perde 20 arrivando al 63esimo posto, Pescara ne regredisce di 18 scendendo al 65esimo e Teramo perde 17 posizioni arrivando 72esimo.

«Non investire nella sostenibilità urbana produce un doppio danno, sia locale che globale – ha sottolineato Angelo Di Matteo, presidente nazionale di Legambiente – nelle città infatti si concentrano le più alte percentuali delle emissioni inquinanti, dei consumi energetici e degli spostamenti: migliorando l’ecosistema urbano, quindi, si offre un ambiente migliore agli abitanti e, nello stesso tempo, si contribuisce alla riduzione dei gas climalteranti che stanno facendo salire la temperatura del pianeta».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

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Sigilli al porto turistico di Francavilla

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Dopo costanti denunce negli ultimi anni, culminate con la bandiera nera del dossier Mare Nostrum 2007, Legambiente ha assistito stamane al compimento di quanto auspicato: il sequestro del porto turistico di Francavilla da parte della Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Chieti e del Ministero dell’Ambiente, e il sequestro di un chilometro dell’arenile alla foce a sud del fiume Alento.

«La costruzione di questo porto non ha alcun senso e non rientra nella corretta gestione del territorio – ricordano Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo, e Antonio Sangiuliano, presidente del Circolo Lgambiente di Francavilla “Le Diomedee” – Legambiente lo sosteneva già nel 2006 in sede di valutazione impatto ambientale. Goletta Verde, inoltre, ha sempre denunciato la presenza di sostanze inquinanti alla foce del fiume Alento e nel 2008 la stessa Arta ha riscontrato presenza di diossina. L’area nel 2003 è stata dichiarata SIN (sito di interesse nazionale), e da progetto “Saline e Alento” deve essere bonificata. Qualsiasi edificazione o movimento al suo interno senza un adeguato piano di caratterizzazione e di progetto di bonifica più complessivo, rischia di peggiorare la situazione. Non possiamo che accogliere il sequestro del porto come un risultato a lungo atteso ed invitare il Comune di Francavilla al Mare ad una corretta gestione del litorale ed al ripristino dei luoghi».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Prime rassegne stampa sulle operazioni di recupero

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