Archivio luglio, 2009

Il 31 agosto scade il Premio Green Economy

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L’Italia capace di innovare e di fare impresa con lo sguardo verso un futuro eco-responsabile è la protagonista del Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente: “Green Economy: percorsi e soluzioni per un nuovo sviluppo” è il titolo dell’edizione 2009 del premio che ha come termine di scadenza il 31 agosto.

La protagonista della nona edizione sarà la Green Economy un modello di business improntato su criteri di eco-sostenibilità, risparmio energetico e utilizzo responsabile di risorse e persone. Sul sito Internet www.premioinnovazione.legambiente.org è possibile consultare le schede tecniche degli oltre 1000 progetti candidati nelle passate edizioni.

La Green economy è già una realtà: il 2008 è stato infatti il primo anno in cui gli investimenti privati dedicati alla costruzione di impianti di fonti di energia rinnovabili nel mondo hanno superato quelli per tecnologie alimentate da combustibili fossili con un totale di 155 miliardi di dollari per 40 GW di capacità impiantistica e 35 per grandi impianti di idroelettrico (25 GW)

Il Premio Innovazione 2009 vuole essere un contributo importante in questa direzione per tutte le realtà del settore privato e pubblico impegnate nella diffusione di una cultura dell’innovazione: è un importante momento di confronto di esperienze e di idee e, capace di anticipare suggestioni e visioni del futuro che ci aspetta.
Il Premio, promosso da Legambiente e Regione Lombardia, con la collaborazione di Università Bocconi, Politecnico di Milano, Fondazione Cariplo e Camera di Commercio, si rivolge alle imprese private, pubbliche, individuali, cooperative, consortili, organizzazioni no profit che producono beni o erogano servizi. La partecipazione è aperta anche alle amministrazioni pubbliche, ai singoli uffici della Pubblica Amministrazione, alle istituzioni scientifiche, agli istituti universitari, ai liberi professionisti e alle associazioni di cittadini.
Verranno accolte innovazioni di prodotto, servizi, tecnologie, processi, sistemi produttivi e di gestione e, in particolare, saranno valutate le innovazioni nei seguenti ambiti:

TECNOLOGIE VERDI

Efficienza energetica e rinnovabili rappresentano due mercati in cui innovazione e ricerca si incontrano e possono generare ancora straordinarie opportunità di sviluppo e di lavoro e la via per vincere le sfide che ci attendono nel controllo dei cambiamenti climatici e nel superamento della grave crisi economica.

ECO-EDILIZIA: verso un mercato efficiente e di qualità. In tutta Europa, sono ormai vincenti le politiche, i progetti, le tecnologie, i componenti, i materiali e le soluzioni appropriate che assicurano all’edificio, un’elevata qualità abitativa, un sensibile risparmio energetico e gestionale, un minor consumo di suolo, nonchè la sostenibilità sull’intero ciclo di vita.

GREEN PROCUREMENT: esperienze pubbliche e private di acquisti verdi. In Italia le pubbliche amministrazioni sono in grado di influenzare positivamente il mercato verso produzioni eco-compatibili. Il Green Procurement coinvolge la filiera produttori-fornitori-consumatori e considera le implicazioni economiche, sociali e ambientali dei processi produttivi e dei consumi-stili di vita dei vari attori lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, stimolando il mercato degli Acquisti Verdi e riducendo l’impatto ambientale delle attività amministrativo-governative.

Il Premio è un riconoscimento annuale alle tecnologie, ai processi, ai prodotti, ai servizi e ai sistemi gestionali innovativi che producono significativi miglioramenti ambientali. Consiste nel diritto all’uso del logo del Premio per la durata di un anno.
Il Premio è attribuito a realizzazioni di cui si possono già essere verificati i primi risultati in termini di miglioramento ambientale, che si distinguano per la loro originalità e soprattutto, per le loro potenzialità future.

Scopo del Premio è creare un contesto favorevole alla ricerca e allo scambio di innovazioni in campo ecologico, premiando quelle realtà capaci di considerare l’ambiente non più come vincolo ma come valore e opportunità di sviluppo e di crescita per sé e per l’intera collettività.

Ai vincitori andrà il logo “Innovazione Amica dell’Ambiente”, la lampadina dalla foglia verde, con il “Cigno” di Legambiente e il simbolo della Regione Lombardia che, per un anno, potranno essere esposti sul materiale di comunicazione dell’innovazione vincitrice.

Da qui è possibile scaricare il bando del Concorso.
L’iscrizione è gratuita. Le domande di partecipazione e le schede tecniche devono essere compilate direttamente sul sito e devono essere inviate entro il 31 agosto 2009.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Dai giornali di giovedi 30 luglio 2009

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In rilievo:

Cese di preturo, pronte le prime cento casette;

Val di Sangro, è allarme ambiente;

Tortoreto, energia pulita per il Comune.

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Nasce la Banca delle Risorse

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La rete di solidarietà favorirà gemellaggi, raccoglierà richieste e offerte per condividere esperienze per una proficua ricostruzione

Una rete di solidarietà a sostegno delle piccole amministrazioni abruzzesi colpite dal sisma del 6 aprile scorso, dove far convergere le esigenze, le richieste, le idee, i progetti e le opportunità per tutti comuni che stanno pensando alla ricostruzione e per favorire gemellaggi che possano rafforzare le relazioni nel territorio. Si chiama Banca delle Risorse il progetto che Legambiente e ANCI hanno pensato per aiutare le popolazioni colpite dal sisma nel difficile percorso della rinascita e che ha visto un primo incontro lunedì 27 luglio a Barisciano.

Tra i primi obiettivi della Banca delle Risorse c’è quello di raccogliere adesioni istituzionali e sociali, sollecitando Enti locali, associazioni e imprese ad incrociare la propria disponibilità con i bisogni dei piccoli Comuni colpiti dal terremoto per una ricostruzione non solo delle cose, ma anche delle funzioni e dei servizi comunali, di quel complesso di relazioni che costituiscono l’identità, la coesione e il futuro delle piccole comunità.

«Con l’incontro di oggi – hanno dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale, e Angelo Di Matteo, presidente regionale di Legambiente – diventa effettivo l’impegno dell’associazione in favore di una ricostruzione che tenga conto delle reali esigenze delle piccole comunità abruzzesi che, passata l’emergenza, stanno già pensando a come risollevarsi. La Banca delle Risorse vuole innanzitutto essere una rete per i piccoli Comuni che restituisca agli amministratori locali un ruolo di primo piano sul territorio ma anche un punto di confronto e d’incontro tra domanda e offerta da parte di aziende e soggetti disposti a dare un contributo. Quello che vorremmo poi è che questo strumento serva a mantenere l’attenzione sui problemi e a sventare i rischi che scaturiscono dalle fasi successive a calamità di questo genere».

«La “Banca delle Risorse” a sostegno dei piccoli Comuni colpiti dal sisma, così come concepita – ha dichiarato Antonio Centi, presidente Anci Abruzzo – potrà produrre nello specifico del comprensorio aquilano un elemento propulsore per riammagliare tutti i territori con il Capoluogo, in modo da fare di una tale rete di comunità un nuovo forte fattore fondante dell’idea stessa di città territorio. Nell’incontro di Barisciano ho percepito in tutti i Sindaci dei piccoli Comuni un unico desiderio: sentirsi tutti cittadini dell’Aquila. Bene: la “Banca delle Risorse” voluta da ANCI e Legambiente si può porre strategicamente al servizio della “ricomposizione” di tutti i fattori in campo ed in tal senso mi appare particolarmente positiva la possibilità già manifestata dalla Fondazione “Symbola”, Fondazione delle Qualità Italiane, di essere coinvolta in un tale progetto».

Tra le prime iniziative di Legambiente e ANCI con la Banca delle Risorse ci sarà l’organizzazione, per l’autunno prossimo, di un incontro tra i comuni abruzzesi ed alcuni di quelli colpiti dai terremoti del Friuli Venezia Giulia, Irpinia, Umbria e Marche, per poter condividere esperienze e progetti virtuosi dei territori che hanno dovuto affrontare le stesse problematiche e al tempo stesso evitare di ripetere errori del passato.

Secondo Legambiente e ANCI, tra i rischi a cui le aree colpite dal sisma sono esposte c’è la mancanza di valorizzazione delle peculiarità dei piccoli comuni nell’opera di ricostruzione la scomparsa, per ritardi ed errori, di gran parte del patrimonio sociale, amministrativo, culturale ed economico rappresentato dai piccoli Comuni, insieme all’impoverimento della rete dei servizi forniti agli abitanti di queste zone.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Dai giornali di mercoledi 29 luglio 2009

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In rilievo:

L’Aquila: casa dello studente, esaminata qualità del cemento;

Pineto: 54% della differenziata per Comuni Ricicloni;

Teramo: l’ufficio sisma esiste.

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Osservatorio prima rassegna stampa

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Servizio su Abruzzo24ore.tv

Nasce l'Osservatorio Ricostruire Pulito e dossier "I nervi scoperti dell'Abruzzo"

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Legambiente, Libera e Provincia dell’Aquila presentano il progetto per tenere alta l’attenzione sul pericolo di infiltrazione criminale nelle opere di ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo

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Vigilare per garantire che la ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo sia legale e sicura, raccogliere le segnalazioni dei cittadini sui fenomeni di illegalità e individuare proposte per una riedificazione “virtuosa” sotto il profilo strutturale, economico e sociale. Con questi obiettivi è nato “Ricostruire pulito”, l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente e Libera che sarà realizzato nei prossimi mesi in Abruzzo in collaborazione con la Provincia dell’Aquila.

Il progetto è stato presentato questa mattina all’Aquila presso il Centro Direzionale CARISPAQ Strinella 88 dalla presidente della Provincia Stefania Pezzopane, il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e il presidente di Libera Luigi Ciotti. Insieme a loro anche il presidente di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo, la direttrice di Libera Gabriella Stramaccioni e Sebastiano Venneri, responsabile Osservatorio ambiente e legalità Legambiente. L’intenzione delle due associazioni è quella di coinvolgere la società civile e tenere alta l’attenzione sul pericolo di infiltrazione criminale nelle opere di ricostruzione post-terremoto, coadiuvando le istituzioni preposte nell’azione di monitoraggio sulle imprese coinvolte nelle attività edilizie, dal movimento terra alla produzione del calcestruzzo, dalla fornitura dei mezzi ai fino allo smaltimento degli inerti e le attività estrattive. L’Osservatorio sarà anche un punto di riferimento per la popolazione che potrà essere fatta partecipe in azioni di “vigilanza” e di volontariato. A questo scopo è stato attivato l’indirizzo e-mail: osservatorioaq@gmail.com a disposizione dei cittadini per raccogliere le segnalazioni.

«Fin dalle prime ore dopo il sisma – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – le squadre di volontari di Legambiente si sono impegnate per fornire assistenza alle persone e anche per la messa in sicurezza del patrimonio culturale a rischio. Con questo progetto l’associazione intende andare oltre l’emergenza e proseguire l’impegno preso perché la ricostruzione in Abruzzo sia anche una rinascita della legalità. Come racconta il nostro annuale rapporto Ecomafia, infatti, anche in questa regione sono molte le inchieste aperte sul fronte degli appalti e delle illegalità nel ciclo del cemento. E questa tragedia – ha aggiunto Cogliati Dezza – ha purtroppo dimostrato che la criminalità nel settore edilizio all’Aquila ha già fatto affari, rendendo il sisma una vera catastrofe per tutto territorio e la popolazione».

«La Provincia dell’Aquila ha fatto la sua parte – ha aggiunto la presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane – Nei giorni scorsi la Giunta ha approvato all’unanimità l’istituzione dell’Osservatorio. La consistenza economica delle risorse necessarie per la ricostruzione, l’impatto ambientale degli interventi previsti, dallo smaltimento delle macerie alle opere di ricostruzione, richiede la massima attenzione per prevenire illegalità e tentativi di infiltrazione. Accanto alla prevenzione di fenomeni di illegalità ci proponiamo attraverso l’Osservatorio anche di diffondere un processo di buone pratiche della ricostruzione».

Nel mirino di Legambiente e Libera ci sono i gruppi criminali che attraverso le estorsioni puntano al controllo del mercato delle costruzioni. Secondo l’ultimo rapporto Ecomafia, infatti, nel 2008 in Abruzzo sono state denunciate 367 persone e sono stati operati 71 sequestri immobiliari per un totale di 319 infrazioni accertate dalle forze dell’ordine. Numeri inquietanti che pongono L’Abruzzo al 9° posto nella classifica nazionale dell’illegalità nel ciclo del cemento.p>

“Ricostruire pulito”

SCHEDA


La gestione delle macerie

L’Osservatorio affiancherà l’azione di verifica e monitoraggio delle istituzioni competenti nel monitoraggio del corretto smaltimento delle macerie provocate dai crolli. Un primo problema, sotto questo aspetto, riguarda la possibilità di risalire attraverso l’esame dei detriti a eventuali responsabilità legate alla scarsa qualità dei manufatti edilizi. Si vigilerà anche sull’applicazione della procedura di separazione delle sostanze nocive dai residui inerti, prevista nei protocolli d’intervento dopo i terremoti, anche per evitare rischi alle popolazioni sfollate.

Tra le proposte concrete su cui l’Osservatorio cercherà di costruire convergenze virtuose c’è la definizione di un progetto per il recupero e il riciclaggio degli inerti, anche ai fini di un minor ricorso alla cavazione.

Gli appalti per la ricostruzione

Il calcestruzzo depotenziato e gli interessi dei clan presenti nella regione. Gli appalti che puzzano di bruciato e le nomine che destano perplessità. Il mix è di quelli che impongono di tenere gli occhi bene aperti. Che la ricostruzione sia subito finita nel mirino dei clan non è una novità. Il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, ha messo a disposizione un pool di magistrati per vigilare sui tentativi di infiltrazione.

L’Osservatorio si pone l’obiettivo di affiancare le istituzioni competenti nel monitorare le imprese edili e di costruzione coinvolte nella ricostruzione; controllare il meccanismo dei subappalti e del nolo di mezzi e macchinari; controllare la filiera di approvvigionamento e la qualità dei materiali utilizzati, in particolare la produzione di calcestruzzo verificando l’idoneità delle cave per l’estrazione degli inerti e della sabbia; vigilerà anche sul trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti inerti derivanti dai crolli e dalle demolizioni.

Oltre alle aziende costruttrici, tutte le operazioni sul territorio andranno monitorate affinché avvengano nel rispetto delle norme antisismiche e degli equilibri idrogeologici, per garantire la massima sicurezza sia in termini di legalità che di staticità degli edifici realizzati.

Cave e movimento terra

L’Osservatorio affiancherà l’azione di verifica e monitoraggio delle istituzioni competenti anche per quanto riguarda, le attività di movimento terra, con una particolare attenzione all’attività di cavazione, alla destinazione e all’utilizzo delle terre di scavo.
La questione è particolarmente delicata perché l’Abruzzo non ha un Piano Cave regionale e nemmeno piani provinciali. Quello estrattivo, dunque, è un settore interamente nelle mani dei cavatori, che operano senza alcun controllo effettivo. Una situazione che si ritiene preoccupante in vista della ricostruzione post-terremoto.

Ricostruire nella legalità
L’Osservatorio può rappresentare uno dei nodi di una rete per la ricostruzione nella legalità, che dovrebbe coinvolgere, mantenendo ovviamente ognuno le proprie competenze, la società civile, la Protezione civile, la Prefettura de L’Aquila, la Regione Abruzzo, la Provincia e i Comuni delle aree terremotate, la Camera di Commercio, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, la Procura de L’Aquila e la Procura nazionale antimafia. Attraverso l’Osservatorio si potrebbe garantire il necessario flusso d’informazioni (ovviamente tranne quelle eventualmente coperte da riserbo istruttorio) tra i diversi soggetti della rete.

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Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Dai giornali di sabato 25 luglio 2009

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In rilievo:

Chieti, niente diossina: revocati i divieti;

L’Aquila, case antisismiche in anticipo;

Giulianova, bandiera blu a metà

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Terra Madre Abruzzo: domani al MuMi la Madonna delle concanelle

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A Francavilla l’ultima statua del progetto che terminerà il 30 settembre

Alle 19 di domani sabato 25 luglio la settima statua della Vergine salvata dal “Museo nazionale d’Abruzzo” di L’Aquila per il progetto “Terra madre Abruzzo” sarà mostrata al pubblico presso Palazzo San Domenico (Museo Michetti) a Francavilla al mare in occasione dell’inaugurazione del 60esimo Premio “Francesco Paolo Michetti”. La storica rassegna quest’anno porterà il titolo “Un sogno in riva all’Adriatico” e ricorderà l’ottantesimo anniversario della morte di Francesco Paolo Michetti.

Il progetto “Terra madre Abruzzo” nasce dall’interazione di Regione Abruzzo, Legambiente, ICOM Italia e Ministero dei Beni Culturali e ha portato, tra il 29 giugno ed oggi, in sette musei delle province di Teramo, Pescara e Chieti altrettante statue raffiguranti la Vergine e provenienti dal “Museo Nazionale d’Abruzzo” de L’Aquila. Musei civici, statali e fondazioni private per la prima volta interagiscono insieme, dietro coordinamento di Antonella Nonnis: tutti esporranno le statue ad ingresso gratuito fino al 30 settembre.

«Questo progetto – dichiara Angelo Di Matteo, presidente Legambiente Abruzzo – rappresenta un segnale di speranza per uscire dall’emergenza e una forte testimonianza del ruolo dell’identità nella ricostruzione».

Domani alle 19 i visitatori del Premio Michetti potranno ammirare anche una Madonna col Bambino (‘Madonna delle concanelle’) in legno intagliato e policromato del 1262, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria della Neve e reputato la più antica opera firmata del Duecento scolpito in terra d’Abruzzo. La bellissima iscrizione apposta sulla pedana del trono che rivela l’anno d’esecuzione del manufatto riporta anche i nomi dei suoi artefici, Antonio di Pace e suo figlio Domenico, che erano abili intagliatori ed insieme pittori di grande mestiere, presumibilmente a capo di una delle numerose piccole botteghe di artisti itineranti che, calcando i sentieri dell’Appennino centro-italiano sulle rotte dei commerci, andarono a procacciarsi occasioni di lavoro in Umbria, nelle Marche meridionali e in Abruzzo. Vicina nella caratterizzazione dei volti e nell’impostazione generale della figura ad una Madonna col Bambino nel Museo diocesano di Camerino, originariamente l’opera doveva prevedere una cassa ad ante richiudibili per esporla in particolari ricorrenze religiose.
«Gli abruzzesi possono essere orgogliosi di un primato di rigore, di passione disinteressata, di buona amministrazione – commenta Vincenzo Centorame, presidente del Premio, a proposito della serata di domani – che sono la condizione delle iniziative che attraversano il tempo e superano anche le tempeste più gravi».

«L’iniziativa è assolutamente interessante e originale – dichiara Anna Imponente, sovrintendente al Patrimonio storico, artistico ed antropologico per l’Abruzzo – perché dà un taglio completamente nuovo al modo di fare una mostra: non solo per l’idea del coinvolgimento di un intero territorio, ma anche per l’impostazione minimale ed essenziale, che ricorda l’idea del Ministero di far conoscere in America il Trittico di Beffi, anch’esso custodito, fino al 6 aprile, nel Museo Nazionale d’Abruzzo. L’arrivo di “Terra madre Abruzzo” al Museo Michetti si pone quasi come prosecuzione ideale della mostra-omaggio allo scultore Pietro Cascella che, in occasione del Premio Michetti 2008, metteva in risalto le ultime opere del Maestro dedicate alla figura della madre terra, evocando un’immagine materna ancestrale e quasi barbarica».

Il progetto “Terra Madre Abruzzo” è frutto di una rete di solidarietà che ha reso possibile la mostra con il supporto di sponsor di qualità quali I Guzzini Start Light, La Sicurmax – Polisini, la Banca TERCAS, il Comitato Regionale dei Geometri della Toscana, Abruzzo Promozione Turismo. Inoltre l’iniziativa “Cento Artisti per L’Aquila” grazie a parte del contributo raccolto nell’asta tenutasi lo scorso 27 maggio a Pescara, permetterà il restauro di un’opera del Museo Nazionale d’Abruzzo oggi custodita al Museo Preistorico di Celano Paludi, dove è stato allestito un laboratorio di restauro che da settembre sarà aperto al pubblico permettendo di diffondere una sensibilizzazione più ampia verso la tutela del patrimonio storico artistico abruzzese.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Dai giornali di venerdi 24 luglio 2009

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In rilievo:

L’Aquila: verifiche sulla rimozione delle macerie;

Chieti: Seab, battaglia dei dati;

Pineto denuncia del mare sporco.

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Dai giornali di mercoledi 22 luglio 2009

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In rilievo:

Teramo: raccolta porta a porta in tre frazioni;

Sulmona: ok alla centrale fotovoltaica dagli ambientalisti;

L’Aquila: nuova legge sullo smaltimento dell’amianto.

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