Archivio della categoria 'Sisma Abruzzo'

Storie di arte e di misfatti, sei storie a fumetti al Museo di Celano AQ

Comunicati Stampa, Sisma Abruzzo Nessun Commento »

dscf1052

Sei indagini sull’archeomafia raccontate a fumetti sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica

Al Museo “Musè”, località Paludi, Celano (AQ) dal 3 agosto al 15 settembre

Da un’idea di Legambiente in collaborazione con i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale arrivano una mostra e un libro per raccontare il fenomeno dell’archeomafia attraverso il fumetto.

“Storie d’arte e di misfatti” è una mostra unica che raccoglie 48 opere grafiche tra i più importanti artisti del fumetto accanto a sei preziosi reperti conservati al deposito attrezzato di Musè recuperati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

La mostra, inaugurata ieri martedì 3 agosto presso il Musé di Celano Paludi (Aq), dopo essere stata allestita nell’Istituto Nazionale per la Grafica a Roma, è stata rivisitata e riallestita dal Circolo Legambiente Abruzzo Beni Culturali e dallo staff del Musè con opere in parte appartenenti al museo di Preistoria ed in parte provenienti dal Museo Nazionale d’Abruzzo recuperate dal sisma.

Clicca qui per vedere tutte le foto.
Leggi tutto il comunicato »

Ricostruzione. Legambiente: necessari fondi

Comunicati Stampa, Sisma Abruzzo Nessun Commento »

Terremoto, Berlusconi: ricostruzione dell’Aquila alla Protezione Civile

Legambiente: “Decisione grave e fuorviante. Necessari finanziamenti non procedure d’emergenza. Agli aquilani è stata consegnata una macchina senza benzina”

Una decisione grave e fuorviante. Così il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, definisce l’annuncio del presidente del Consiglio sulla ricostruzione de L’Aquila, che Berlusconi avrebbe deciso di riaffidare alla Protezione Civile.

«L’Abruzzo ha bisogno di finanziamenti e di normalità, non di commissari e di procedure straordinarie - commenta Cogliati Dezza -. E’ stato già ampiamente dimostrato come le procedure d’emergenza, protratte troppo a lungo o applicate in contesti che non sono di competenza della Protezione Civile, bypassando le leggi normalmente in vigore, rappresentano soltanto un male per il Paese. Il modello da seguire è quello applicato per la gestione del post terremoto umbro-marchigiano. Il ruolo degli enti locali e la condivisione dei progetti da parte della popolazione è assolutamente fondamentale nella ricostruzione. Più i centri decisionali si allontanano dal territorio, più spiragli si aprono per il malaffare».

«Abbiamo già denunciato nei mesi scorsi, i pesanti ritardi nell’opera di ricostruzione - aggiunge Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo -. E’ scandaloso che il centro dell’Aquila sia off-limits, con migliaia di cittadini ancora costretti a rimanere lontani dalle proprie abitazioni. La ricostruzione finora è stata un bluff perché sono mancati i fondi. E’ stata messa in mano agli aquilani una macchina senza benzina. Non è il caso di cambiare pilota ma di riempire il serbatoio».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Sisma: presentato dossier Arte salvata in Abruzzo

Comunicati Stampa, Sisma Abruzzo Nessun Commento »


A un anno dal sisma a L’Aquila salvate 4.950 opere d’arte

Con L’Arte Salvata di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile presentati i dati sugli interventi di recupero dei beni culturali nelle zone colpite dal terremoto del 6 aprile

«L’Aquila diventi patrimonio dell’UNESCO»

arte-salvata-conf-st-2

Sono 4.950 le opere d’arte, recuperate e messe in sicurezza in chiese e palazzi gravemente danneggiati dal sisma che il 6 aprile scorso ha colpito la città dell’Aquila. Statue, dipinti, sculture, oggetti sacri e liturgici sono stati recuperati tra le macerie grazie all’impegno delle istituzioni, dei Vigili del Fuoco, delle Soprintendenze, delle forze dell’ordine e dei 350 volontari di Legambiente specializzati nella salvaguardia dei beni culturali in caso di calamità, che fin dal primo momento dell’emergenza hanno messo a disposizione energie e competenze. Sono stati inoltre posti in salvo 247.532 volumi, alcuni dei quali antichi e pregiati, provenienti dagli archivi storici e dalle biblioteche dell’Aquila, principalmente la Biblioteca Arcivescovile e quella del Convento di Santa Chiara.

Leggi tutto il comunicato »

Legambiente su Fiaccolata

Comunicati Stampa, Sisma Abruzzo Nessun Commento »

L’Aquila: “Legalità, verità, giustizia” per le vittime del terremoto

Legambiente si costituisce parte civile nei processi sui crolli

Per chiedere giustizia per le vittime dell’illegalità, anche Legambiente si costituirà parte civile nei processi sui crolli.
Così Legambiente ha aderito alla fiaccolata che si terrà oggi pomeriggio a L’Aquila per chiedere “legalità, verità e giustizia”.

«In Italia sono tantissime le storie di immobili pubblici e privati riempiti con cemento depotenziato, in violazione alla norma UNI EN 206-1 che garantisce l’equilibrio giusto tra acqua, cemento e altri costituenti – ha dichiarato Franco Salvati, presidente del circolo di L’Aquila di Legambiente – E a mettere in allarme gli investigatori sono stati anche i crolli del sisma del 6 aprile».

Subito dopo, infatti, è partita l’apertura di ben 200 fascicoli per disastro colposo, il sequestro di 15 siti e una lista di 70 costruttori. È per questo che Legambiente chiede anche all’Associazione nazionale costruttori edili, alla Confindustria e agli ordini professionali di espellere tutti coloro che dalle indagini della Magistratura risulteranno essere protagonisti o complici di operazioni illecite. L’Italia non è un Paese che merita di essere umiliato e ferito da questi costruttori di morte e macerie.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Le macerie in Abruzzo: dossier su bugie, numeri, responsabilità.

Comunicati Stampa, Sisma Abruzzo Nessun Commento »

In occasione della protesta delle carriole a L’Aquila Legambiente presenta il dossier “Bugie, numeri, responsabilità. Come uscire dalla paralisi delle macerie”

L’Aquila, 28 febbraio 2010 - Le macerie accatastate a L’Aquila e negli altri 56 comuni del cratere chiudono la porta ai cittadini che potrebbero tornare a occupare da subito quegli edifici dei centri storici agibili o che hanno bisogno di leggeri interventi di ristrutturazione e, nello stesso tempo, nascondono gravi responsabilità: quei cumuli di detriti e calcinacci potevano già essere rimossi, sono state già varate norme che definiscono come trattarli, è possibile da subito e rapidamente individuare siti temporanei di stoccaggio.

Un rapporto di Legambiente – che da mesi lavora sul territorio aquilano con l’Osservatorio “Ricostruire pulito” costituito con Libera e Provincia dell’Aquila – sgombera il campo dalle tante informazioni inesatte sull’affaire-macerie.
E, oggi, domenica 28 febbraio l’associazione ambientalista è in strada accanto agli aquilani nella “protesta delle carriole” per sostenere la necessità dell’apertura immediata di una “fase due” del post-terremoto.
«Le istituzioni, in questi mesi, avrebbero dovuto dare il giusto peso alla necessità di liberare per lo meno le strade dai detriti, come primo indifferibile passo per avviare la ricostruzione - dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - Non si può non notare il ritardo con cui la questione è diventata prioritaria. Il nostro intento è di definire correttamente i termini della ‘questione macerie’ per addivenire al più presto all’adozione di soluzioni operative efficaci».

«Ci sono responsabilità chiaramente individuabili – aggiunge Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – e l’esigenza di fare chiarezza va incontro all’insoddisfazione dei tanti che, stanchi dell’indecisione delle istituzioni, sono scesi in piazza a manifestare la loro intenzione di essere protagonisti della rinascita della città».

Il primo quesito riguarda la quantità di macerie, sulla quale non esistono dati ufficiali. Una prima stima di Protezione civile e Vigili del fuoco parla di una forbice che solo per il comune dell’Aquila va da 1,5 a 3 milioni di metri cubi (4,5 milioni di tonnellate). Circa un terzo del totale, vale a dire 1 milione di metri cubi, si trova sulle strade, mentre 2 milioni sarebbero quelle accumulate all’interno delle case e nei cortili. Per dare il via alla ristrutturazione degli edifici, è quindi sufficiente spostare circa un terzo delle macerie: potrebbero partire, così, i lavori sui circa 10 mila edifici danneggiati tra centro storico e frazioni, con le uniche variabili dei 140 siti sotto sequestro per le inchieste della magistratura sui crolli “dolosi” e il materiale “sensibile” proveniente da edifici di pregio storico-architettonico.

Non è vero, poi, che non si conosce la classificazione del rifiuto-maceria e che non si sa come trattarlo. Già il “decreto Abruzzo” del 28 aprile 2009 prevedeva una riclassificazione delle macerie (da crollo e da demolizioni controllate) come rifiuti urbani con codice CER 20.03.99. In quanto tali, esse sono sottoposte al divieto di smaltimento fuori dall’Abruzzo e se si deciderà di “esportarle” tal quale, sarà necessario introdurre una deroga con un decreto ministeriale ad hoc. Preventivamente trattate potrebbero, invece, uscire dalla regione ed essere ospitate in impianti nel resto del Paese senza bisogno di deroghe.

Tanto i sindaci, quanto la struttura commissariale avrebbero potuto procedere alla rimozione delle macerie. Poiché il dl Abruzzo assimila le macerie ai rifiuti urbani, con un’ordinanza contingibile e urgente, i sindaci avrebbero potuto disporre la rimozione delle macerie, individuando un sito di stoccaggio temporaneo sul loro territorio. Inoltre, in base all’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri del 30 luglio 2009, “il commissario delegato può provvedere, in sostituzione dei comuni (…) alla individuazione dei siti da adibire a deposito temporaneo e selezione dei materiali derivanti dal crollo degli edifici pubblici e privati (…)”.

Da più parti si evoca una “deroga alla legislazione europea” per uscire dallo stallo. Non è chiaro a quali norme in particolare si vorrebbe derogare, dato che la legislazione in materia di rifiuti è tutta di derivazione europea. Qualora fosse, però, necessario tale provvedimento, Legambiente ritiene che non si debba mai bypassare il controllo di compatibilità ambientale né scavalcare le norme a tutela dell’ambiente e della salute.

Come e a chi assegnare il compito di sgomberare le strade dalle macerie? Diverse le ipotesi: bandi gestiti da ogni singolo Comune, un unico mega-bando, l’appalto al genio militare o ai vigili del fuoco da attivare attraverso un intervento normativo ad hoc, con un contributo ridotto o nullo di ditte private. Quest’ultima, a prima vista un’ipotesi estrema, è quella che consentirebbe, senza dubbio, tempi rapidi e una garanzia di controllo sulle operazioni che eviti il pericolo criminalità.

Il Tavolo Ambiente (costituito a fine 2009 da Regione, Provincia, Comune dell’Aquila, Arta e Forze dell’ordine) ha visitato oltre 20 siti per individuare quelli dove fare un primo smistamento delle macerie, per avviarle alla giusta filiera di trattamento, e quelli dove installare impianti per il trattamento degli inerti per produrre aggregati riciclati. Prima di essere “tombate” le macerie vanno, infatti, trattate, selezionando i soli inerti ed escludendo qualsiasi materiale diverso e in particolare eventuali rifiuti pericolosi. Per la prima fase sono stati finora individuati 3 siti, di proprietà pubblica: l’ex Teges di Paganica, che lavora circa 500 tonnellate al giorno e potrebbe arrivare a mille, uno a Bazzano (frazione dell’Aquila) e uno a Barisciano, entrambi in via di allestimento. Per la seconda fase, il Tavolo Ambiente ha giudicato idonei 6 siti abruzzesi (in parte cave dismesse, in parte di cave ancora in attività con porzioni da riempire) tutti privati, che verranno messi in gara.

Secondo Legambiente, per il trattamento e il riciclo degli inerti va data priorità allo smaltimento nel territorio abruzzese. È, inoltre, indispensabile incentivare la filiera del riciclo degli inerti sia in edilizia (per la ricostruzione post-terremoto e nei cantieri di tutta Italia), sia per il ripristino delle cave dismesse: un’importante opportunità per il rilancio dell’economia aquilana, oltre che per la riqualificazione del settore estrattivo. L’Abruzzo è, infatti, la regione italiana che produce la maggior quantità di inerti pro capite, con 8.500.000 i metri cubi di sola ghiaia e sabbia estratti ogni anno. Le macerie aquilane potrebbero contribuire dunque alla produzione di materiale riciclato e limitare l’attività estrattiva ai fini della ricostruzione. Per questo, Regione e Governo valutare l’opportunità di misure di defiscalizzazione e incentivazione dell’utilizzo di aggregato riciclato in edilizia, con direttive o leggi specifiche, e al contempo rendere sempre meno conveniente il materiale di cava.

«Se si renderà necessario il trasporto fuori dall’Abruzzo – sottolineano Cogliati Dezza e Di Matteo – gli impianti destinatari dovranno essere esclusivamente quelli in cui si effettua il trattamento e il recupero degli inerti. Non è pensabile che si esportino le macerie fuori dal territorio nazionale».

Clicca qui per scaricare il dossier

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Prime rassegne stampa sulle operazioni di recupero

Parlano di noi..., Sisma Abruzzo Nessun Commento »

legambiente-affresco-2-rass-st
affresco-collemaggio-rass-st
affrescoonna-rass-st

Collemaggio, messo in sicurezza un frammento di affresco

Comunicati Stampa, Sisma Abruzzo Nessun Commento »

Frammenti da restituire al futuro, piccoli successi che ripagano il grande impegno dei tanti volontari di Legambiente che dal 6 aprile sono impegnati tutti i giorni su tutto il territorio colpito dal sisma.
Continua l’opera delle squadre di recupero di Legambiente Protezione Civile Beni Culturali nell’azione di messa in sicurezza dei beni aquilani colpiti dal terremoto, sotto la supervisione e il coordinamento del Ministero dei Beni Artistici e Culturali e del Vice Commissario al Recupero dei Beni Culturali Luciano Marchetti.

Protagonista di una delicata operazione è stata in questi giorni la Basilica di Collemaggio: una delle squadre specializzate di Legambiente, affiancata da due restauratori dell’Istituto Superiore Conservazione Restauro coordinati da Bianca Maria Colasacco del MiBAC, ha infatti dovuto staccare un affresco da una porzione della volta crollata.

L’affresco messo in salvo è un grande frammento del XVII secolo grande circa 2 m x 1 che, pur cadendo con tutta la muratura, non si era frantumato. L’opera è stata trasportata nel Museo di Celano Paludi, dove sono “ricoverate” anche molti altri beni culturali recuperati.

Ora il frammento potrà essere restaurato e riposizionato nel suo luogo d’origine al momento della ricostruzione della volta.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Ritrovato affresco ad Onna

Comunicati Stampa, Sisma Abruzzo Nessun Commento »

p8110121onna2

Un affresco dei primi del 1400 di grandi dimensioni raffigurante una crocifissione è stato ritrovato nel primo pomeriggio di ieri, martedì 11 agosto, dalla squadra dei volontari di Legambiente Protezione Civile Beni Culturali coordinata da Veronica De Vecchis, Ispettrice della Sovrintendenza dei Beni Storici e Artistici dell’Aquila, durante un’operazione di recupero presso la Chiesa di S.Pietro Apostolo di Onna, frazione martoriata dal terremoto del 6 aprile scorso.

L’opera, molto pregiata anche per l’iconografia poca diffusa nell’aquilano, rappresenta una Madonna in posizione frontale con aureola punzonata, insieme a due angeli che raccolgono il sangue di Cristo che sgorga dal costato e dalla mano; copre quasi interamente la controfacciata sinistra della chiesa, nascosta fino a ieri tra uno scialbo di cemento spesso circa 2 cm e uno di calce.

L’affresco ancora non è stato scoperto nella sua interezza ma ha già rivelato frammenti suggestivi ed è una testimonianza dei tesori inestimabili che L’Aquila ancora nasconde tra le sue ferite profonde. La squadra di volontari di Legambiente Protezione Civile Beni Culturali sta provvedendo alla schedatura e alla messa in sicurezza dell’opera.

«Accade molto spesso – spiega Luciano Marchetti, vice-commissario per la tutela del patrimonio culturale – che nell’ambito di interventi di restauro vengano alla luce parti di monumento nascosti dai vari interventi effettuati nel corso del tempo. Qualche volta, anzi raramente, il terremoto può rappresentare elemento di valorizzazione, perché rivela tracce di storia passata nascosta da rifacimenti successivi. Onna è uno di questi casi, speriamo di avere molte altre sorprese positive come questa».

Scarica qui le foto zippate!

Guarda il video!

Riferimento stampa Legambiente Beni Culturali ad Onna
Barbara Chiodi, tel 338/2531878

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Nasce la Banca delle Risorse

Comunicati Stampa, Sisma Abruzzo Nessun Commento »

La rete di solidarietà favorirà gemellaggi, raccoglierà richieste e offerte per condividere esperienze per una proficua ricostruzione

Una rete di solidarietà a sostegno delle piccole amministrazioni abruzzesi colpite dal sisma del 6 aprile scorso, dove far convergere le esigenze, le richieste, le idee, i progetti e le opportunità per tutti comuni che stanno pensando alla ricostruzione e per favorire gemellaggi che possano rafforzare le relazioni nel territorio. Si chiama Banca delle Risorse il progetto che Legambiente e ANCI hanno pensato per aiutare le popolazioni colpite dal sisma nel difficile percorso della rinascita e che ha visto un primo incontro lunedì 27 luglio a Barisciano.

Tra i primi obiettivi della Banca delle Risorse c’è quello di raccogliere adesioni istituzionali e sociali, sollecitando Enti locali, associazioni e imprese ad incrociare la propria disponibilità con i bisogni dei piccoli Comuni colpiti dal terremoto per una ricostruzione non solo delle cose, ma anche delle funzioni e dei servizi comunali, di quel complesso di relazioni che costituiscono l’identità, la coesione e il futuro delle piccole comunità.

«Con l’incontro di oggi – hanno dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale, e Angelo Di Matteo, presidente regionale di Legambiente – diventa effettivo l’impegno dell’associazione in favore di una ricostruzione che tenga conto delle reali esigenze delle piccole comunità abruzzesi che, passata l’emergenza, stanno già pensando a come risollevarsi. La Banca delle Risorse vuole innanzitutto essere una rete per i piccoli Comuni che restituisca agli amministratori locali un ruolo di primo piano sul territorio ma anche un punto di confronto e d’incontro tra domanda e offerta da parte di aziende e soggetti disposti a dare un contributo. Quello che vorremmo poi è che questo strumento serva a mantenere l’attenzione sui problemi e a sventare i rischi che scaturiscono dalle fasi successive a calamità di questo genere».

«La “Banca delle Risorse” a sostegno dei piccoli Comuni colpiti dal sisma, così come concepita – ha dichiarato Antonio Centi, presidente Anci Abruzzo – potrà produrre nello specifico del comprensorio aquilano un elemento propulsore per riammagliare tutti i territori con il Capoluogo, in modo da fare di una tale rete di comunità un nuovo forte fattore fondante dell’idea stessa di città territorio. Nell’incontro di Barisciano ho percepito in tutti i Sindaci dei piccoli Comuni un unico desiderio: sentirsi tutti cittadini dell’Aquila. Bene: la “Banca delle Risorse” voluta da ANCI e Legambiente si può porre strategicamente al servizio della “ricomposizione” di tutti i fattori in campo ed in tal senso mi appare particolarmente positiva la possibilità già manifestata dalla Fondazione “Symbola”, Fondazione delle Qualità Italiane, di essere coinvolta in un tale progetto».

Tra le prime iniziative di Legambiente e ANCI con la Banca delle Risorse ci sarà l’organizzazione, per l’autunno prossimo, di un incontro tra i comuni abruzzesi ed alcuni di quelli colpiti dai terremoti del Friuli Venezia Giulia, Irpinia, Umbria e Marche, per poter condividere esperienze e progetti virtuosi dei territori che hanno dovuto affrontare le stesse problematiche e al tempo stesso evitare di ripetere errori del passato.

Secondo Legambiente e ANCI, tra i rischi a cui le aree colpite dal sisma sono esposte c’è la mancanza di valorizzazione delle peculiarità dei piccoli comuni nell’opera di ricostruzione la scomparsa, per ritardi ed errori, di gran parte del patrimonio sociale, amministrativo, culturale ed economico rappresentato dai piccoli Comuni, insieme all’impoverimento della rete dei servizi forniti agli abitanti di queste zone.

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca
ufficiostampa@legambienteabruzzo.it

Osservatorio prima rassegna stampa

Dai giornali..., Sisma Abruzzo Nessun Commento »

osservatorio-legalita-rassegna-stampa

Servizio su Abruzzo24ore.tv